Venerdì, 25 Giugno 2021

De Benedetti prova a fare il blogger: "Ve la spiego io la rivoluzione digitale"

L'editore del gruppo l'Espresso debutta come blogger con un post sull'Huffington Post

Carlo De Benedetti, editore del gruppo l'Espresso, debutta come blogger con un post sull'Huffington Post.

Deve avere ancora qualche piccolo problema a capire nel dettaglio le logiche del web, perché il titolo del suo primo post è chilometrico: "L'editoria d'informazione ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della civiltà moderna, soprattutto attraverso i giornali cartacei che la rivoluzione digitale sta marginalizzando. Come governare il tumultuoso cambiamento salvaguardando il giornalismo?".

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In pratica è stato pubblicato tutto il suo intervento all'Internet Festival dedicato alle trasformazioni dell'editoria nel passaggio dalla carta al digitale.

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''Credo che sia piu' importante - scrive De Benedetti - inquadrare i nostri specifici problemi di editori, e di editori giornalistici!, all'interno della vera e propria rivoluzione culturale che tutta l'umanita' sta vivendo, delle sfide che questa rivoluzione propone non solo ai cosiddetti 'media' ma a ciascuno di noi come cittadini consapevoli. Il digitale non e' solo un 'nuovo mezzo' che sta sostituendo in parte o in toto altri mezzi (carta, tv eccetera): il digitale e' un universo che vive secondo leggi tanto diverse dal passato quanto la fisica moderna e' diversa da quella di Galileo e Newton''.

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Proprio per questo, secondo l'editore, ''in un universo nel quale l'attivita' del pubblicare e' diventata un bottone che chiunque puo' cliccare, come ha provocatoriamente sostenuto lo studioso americano Clay Shirky, dobbiamo chiederci se ha ancora un senso parlare di industria della pubblicazione, cioe' di editoria e in particolare dell'editoria giornalistica''.

Le inchieste giornalistiche possono raccontare quasi in diretta fatti e realtà che un tempo sarebbero state celate. Pensate all'eversione del Piano Solo, alla strage di My Lai, allo scandalo Watergate, alle liste della P2, che all'opinione pubblica nazionale o globale arrivavano dopo mesi o addirittura anni. Oggi l'accesso all'informazione condivisa, la ricerca in fonti tematiche profondissime, l'uso dei grandi dati, la possibilità di raggiungere chiunque ovunque rendono più semplice e più rapido quel che un tempo era più difficile e più lungo.

Fonte: Huffington Post →
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