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Domenica, 28 Novembre 2021

Concordia, l'assistente di Schettino: "Giocavamo alla Playstation, poi la sbandata"

Il primo ufficiale di coperta ha detto anche altre cose. Ad esempio, che non c'era negli avvisi ai passeggeri il passaggio così vicino all'Isola del Giglio

Un processo che si preannuncia storico. Saranno ascoltati 1.040 teste. I loro ricordi serviranno a ricostruire quello che accadde nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012, quando la Costa Concordia naufragò davanti al'Isola del Giglio.

L'unico imputato nel processo è il "famoso" comandante Francesco Schettino, anche oggi presente in Aula.

Tra i testimoni il primo che deporrà è Giovanni Iaccarino, primo ufficiale di coperta, capo guardia della nave al momento del naufragio e diretto assistente di Francesco Schettino nelle operazioni di bordo.

Processo Concordia, Schettino accusa il timoniere

Iaccarino, che ha 50 anni, proviene dallo steso paese di Schettino, Meta di Sorrento. E' una figura molto importante, le sue parole peseranno. Scrive il Corriere Fiorentino:

Fu lui che andò fisicamente ad accertarsi che sale motori e pompe di sentina erano allagati mettendo la Costa Concordia ko, e che comunicò alla plancia di comando le irreparabili avarie causate dall'urto contro gli scogli. «Giocavamo alla playstation mentre avvertimmo una sbandata della nave a dritta, poi a sinistra. Caddero materiali, la sensazione era di aver preso una secca o di aver fatto una collisione. Fu questa l'impressione che ebbi all'istante». Ha raccontato ancora: «Schettino voleva fare il passaggio ravvicinato al Giglio già la settimana prima. Ma non fu possibile perchè non c'erano le condizioni adatte, c'era troppo mare e l'idea fu abbandonata».

Costa Concordia: Schettino chiede il patteggiamento

Il primo ufficiale di coperta ha detto anche altre cose. Ad esempio, che non c'era negli avvisi ai passeggeri il passaggio così vicino all'Isola del Giglio.

Stessa cosa, ha riferito, era successa la settimana prima: «Anche quel giorno lì il passaggio non era nel programma di attività comunicato ai passeggeri ma fu deciso la sera stessa». Entrambe le volte, quindi, Schettino chiese ai suoi ufficiali di variare la rotta andando sul Giglio la sera stessa dopo essere salpato da Civitavecchia. Iaccarino ha anche precisato che per «navigazione turistica» si intende il passaggio ravvicinato alla costa e così viene comunicata ai passeggeri. Ma non fu avvisato nè il 13 gennaio 2012, nè sette giorni prima: «Il passaggio venne pianificato la sera stessa, non era nei programmi ufficiali».

Cinque imputati patteggiano: "Imbarazzante"

Testimonierà anche Domnica Cemortan, ma non si sa bene quando. Suo figlio è ammalato, ma prima o poi dovrà dire la sua. Perché c'era anche lei tra le persone che accompagnavano Schettino in plancia al momento dell'impatto con gli scogli.

Fonte: Corriere Fiorentino →
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