Martedì, 27 Luglio 2021

Doppio lavoro in nero, la truffa di prof e dirigenti che prosciuga le casse dello Stato

Sono tanti i professori e ricercatori universitari che accettano consulenze e ottengono veri e propri incarichi in società private. L'articolo del Corriere della Sera

Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera ha analizzato con cura il rapporto annuale della Guardia di Finanza sugli sprechi della "spesa pubblica".

Il quadro che emerge è desolante, sotto vari aspetti.

Ad esempio, sono tanti i professori e ricercatori universitari che accettano consulenze e ottengono veri e propri incarichi in società private. Ci sono funzionari di enti pubblici che non si fanno particolari problemi a prendere doppi lavori in palese conflitto o concorrenza con il lavoro per cui lo Stato li paga profumatamente. Non è un fenomeno limitato a poche singole persone. Migliaia di dipendenti con il doppio lavoro popolano enti locali, Motorizzazione civile, Agenzia delle Entrate, Asl.

Che siano semplici impiegati o dirigenti irigenti, in orario d’ufficio se ne vanno altrove a percepire compensi "in nero".

La situazione è allarmante perché un fenomeno del genere è un salasso per le casse dello Stato. Scrive il Corriere della Sera:

Sono decine i professori universitari già accusati di aver ottenuto incarichi in collegi sindacali e commissioni collaudi, ma anche consulenze per la realizzazione di progetti per aziende e addirittura docenze in strutture private. Una grave incompatibilità che - secondo le prime stime - ha provocato un danno di circa otto milioni di euro. Ma nuove indagini sono tuttora in corso su un fenomeno che ha dimensioni ben più ampie e non riguarda soltanto questo settore. Su 1.346 verifiche effettuate negli enti pubblici sono stati scoperti ben 1.704 impiegati con un secondo lavoro, nella maggior parte dei casi retribuito «in nero» e le sanzioni amministrative hanno superato i 21 milioni di euro.

Alcuni casi sono emblematici nella loro sfacciataggine:

C’è un dirigente tecnico di svariati Comuni che faceva l’ingegnere per alcune imprese edili percependo oltre 200mila euro, esattamente come un suo collega impiegato in una Regione che però di euro ne ha presi 600mila. E poi un funzionario della Motorizzazione che effettuava perizie per i privati e un dirigente dell’Agenzia delle Entrate che aveva aperto uno studio da commercialista assistendo clienti che spesso avevano bisogno proprio per le contestazione di evasione fiscale, infermieri delle Asl che in realtà lavoravano in cliniche private.

Fonte: Corriere della Sera →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Doppio lavoro in nero, la truffa di prof e dirigenti che prosciuga le casse dello Stato

Today è in caricamento