Sabato, 19 Giugno 2021

"Ora questo è il mio Paese": la favola dei profughi "al servizio" degli italiani

La quindicina di richiedenti asilo ospitati dal comune del basso Sebino è affidata alle cure dei volontari del circolo di Legambiente che hanno predisposto una serie di attività senza avvalersi di contributi pubblici. Ne parla BresciaToday

C’è chi tappezza i muri del proprio paese con le scritte "Profughi no grazie" sbattendo loro la porta in faccia, un po’ per paura e un po’ per propaganda. C'è poi chi si limita ad ospitarli e chi prova a conoscerli e a farli conoscere.

Il buon esempio arriva da Sulzano, paese di neanche duemila anime del lago d’Iseo, nel bresciano. Da un anno, all’hotel Alpino hanno trovato rifugio una quindicina di richiedenti asilo. Ad occuparsi di loro non è l’amministrazione comunale, bensì i volontari di Legambiente che hanno predisposto una serie di attività senza avvalersi di contributi pubblici: dai corsi d’italiano al doposcuola; dalle visite guidate nelle località vicine ai lavori socialmente utili.

Scrive BresciaToday:

I profughi non se stanno con le mani in mano in una stanza d’albergo, in attesa che le loro pratiche vengano prese in considerazione. Preferiscono rendersi utili e raccogliere la poco piacevole eredità lasciata dai bagnanti: mozziconi, bottiglie e sacchetti. Fanno lo slalom tra i turisti dediti alla tintarella e raccolgono la sporcizia, nessuno si scandalizza o protesta, anzi un coro unanime di “Ma che bravi, ma che bell’idea” si alza dai lettini.

Il progetto si chiama 'Operazione spiagge pulite con i profughi', porta la firma del circolo di Legambiente Bassosebino e durerà per tutto il mese d’agosto. “Questa iniziativa è in linea con la circolare del Ministero dell’Interno che suggerisce di impegnare gli immigrati in lavori socialmente utili. - spiega Dario Balotta, presidente del circolo ambientalista - E’ un modo per proseguire la nostra esperienza di accoglienza e condivisione sul territorio, prendendo le distanze in modo costruttivo dalle assurde campagne di paura promosse per fini politici. I lunghi tempi di attesa delle commissioni ministeriali incaricate di sbrigare le richieste di asilo degli immigrati non dipendono da loro, che sono invece contenti di rendersi in qualche modo utili. Qui nessuno si è mai lamentato di loro”.
 

Fonte: BresciaToday →
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