Mercoledì, 20 Ottobre 2021

"Al pronto soccorso di Cosenza è una guerra ma i miei colleghi sono in vacanza"

La denuncia di medici e infermieri: "In rianimazione lavoriamo 50 ore a settimana, altri reparti sono in ferie"

La Stampa racconta oggi in un articolo a firma di Valeria D'Autilia il grido d'allarme di Federica Messineo, medica del Pronto Soccorso dell'ospedale Annunziata di Cosenza: "Si è trasformato in reparto Covid. Qui c’è gente che ha perso la dignità. I malati non possono essere curati come meritano e noi non possiamo lavorare in queste condizioni. Pazienti accatastati uno sull’altro e barelle attaccate. Così non riusciamo neanche a visitarli". Nel PS dovrebbero esserci 19 medici, ma sono la metà. E così per infermieri e personale: ne servirebbero una ventina. 

«Siamo molto provati. Il Covid fa danni e fa morti e, da soli, non siamo in grado di far fronte a tutto questo». La situazione è peggiorata nelle ultime 48 ore. A separare positivi e non, c’è solo una porta. Si teme un focolaio: alcuni sanitari si sono già infettati. Nel frattempo, la direzione sanitaria ha annunciato l’arrivo di 8 nuovi medici. Ma la rabbia è tanta. «Chirurgia generale ha 18 unità in esubero- dice ancora la dottoressa Messineo - e non capisco perché non vengano spostati, mentre personale di altri reparti è in ferie. Siamo in guerra, nelle guerre bisogna richiamare al fronte». 

La protesta arriva nel giorno in cui l’Asp di Cosenza finisce al centro di un’indagine conoscitiva della Procura sui tempi dei tamponi e l’adozione dei piani Covid con un’ispezione dei Nas.

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