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Venerdì, 3 Dicembre 2021

"Dopo l'inchiesta scomoda Unipol ha sospeso la pubblicità sul nostro sito"

Il gruppo assicurativo Unipol in risposta ha deciso di togliere la pubblicità dal Fatto. "Ha scelto di replicare così alle nostre inchieste", dice Peter Gomez

Nelle scorse settimane sul Fatto Quotidiano sono state pubblicate inchieste giornalistiche su Unipol e sulle cooperative rosse che controllano il grande gruppo assicurativo di Bologna.

Il gruppo assicurativo Unipol in risposta ha deciso di togliere la pubblicità dal Fatto. "Ha scelto di replicare così alle nostre inchieste, dice Peter Gomez. - Anzichè rispondere agli interrogativi dei nostri giornalisti, ha deciso di sospendere la campagna pubblicitaria sul nostro giornale online. Scelta legittima, che però non ci intimorisce. E anzi ci offre l'occasione per ringraziare i nostri abbonati e gli utenti sostenitori che contribuiscono a rafforzare la nostra indipendenza".

Il Fatto ha raccontato con dovizia di particolari, sempre dando alle parti in causa la possibilità di dire la loro, la discussa fusione, voluta da Mediobanca, tra la compagnia di via Stalingrado e la FonSai.

Al quotidiano di Travaglio e Padellaro non sembrano particolarmente preoccupati: "La cosa, è bene dirlo subito, non ci sconvolge. Il nostro web giornale fa cronaca, scrive quello che gli altri non dicono e mai come in questo caso è stato orgoglioso di farlo. Dietro alla quotata Unipol spa ci sono infatti le storie, i volti e le passioni di circa 6 milioni di soci di 28 cooperative di consumo, produzione e lavoro. Ci sono cioè persone in carne ed ossa che attraverso Finsoe, l’azionista di maggioranza del gruppo emiliano, legano la loro esistenza alle sorti di un colosso assicurativo non privo di criticità. Ci sono famiglie perbene che, quando entrano in un supermercato Coop, si vedono proporre il deposito dei loro risparmi, come se fossero in banca, seguendo lo schema del prestito soci. Ci sono risparmiatori spesso non in grado di capire che il loro denaro verrà impiegato anche in rischiose operazioni finanziarie"

Informare loro e tutti i lettori di quanto sta accadendo vuol dire tener fede all’impegno preso dai nostri giornalisti economici che, da sempre, tentano di raccontare la realtà con gli occhi dei cittadini consumatori. Così, dopo aver visto cancellare a metà ottobre una campagna di una società del gruppo, in corso su ilfattoquotidiano.it, e aver saputo che una seconda, già in programma, non sarebbe mai partita, possiamo ora solo constatare che tutto ha un prezzo nella vita: anche la libertà di stampa e il diritto dei cittadini di sapere. Del resto fare pubblicità sul nostro web giornale non è un obbligo. E anche se a fine anno ci verranno a mancare quasi ventimila euro noi qui continueremo a fare il nostro lavoro.

Gli articoli del Fatto indagano sul ruolo ricoperto nell’operazione Grande Unipol dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, dallo studio di commercialisti di Giulio Tremonti e dal generale Emilio Spaziante, ex numero due della Guardia di Finanza. Ma il quotidiano se la caverà anche senza la pubblicità di Unipol:

Peggio, comunque, per Unipol. In questi ultimi mesi più di 90 diversi investitori hanno acquistato spazi pubblicitari su ilfattoquotidiano.it. Ben pochi di loro perseguivano, direttamente o indirettamente, finalità di tipo sociale. C’erano, e ci sono, banche, assicurazioni, case automobilistiche, grandi industrie specializzate in energia. Alcune di queste aziende sono state protagoniste di articoli ancor più duri rispetto a quelli pubblicati sulla compagnia controllata dalle cooperative rosse. Ma, dopo aver guardato la qualità lettori de ilfattoquotidiano.it e apprezzato la nostra scelta (che vale per loro come per tutti) di dare voce a tutte le parti in causa, le loro campagne pubblicitarie online non le hanno mai sospese.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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