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Giovedì, 9 Dicembre 2021

Pussy Riot alla sbarra: "Oggi in Russia come sotto Stalin"

La cantante del gruppo punk sotto processo accusa il sistema politico russo e ne predice il collasso

"Questo è un ordine politico di repressione che soddisfa gli standard delle troike staliniane": con queste parole la cantante del gruppo punk russo Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova, ha denunciato il processo delle quali tre componenti della band sono imputate.

Alle ultime battute del processo che vede le tre componenti imputate per teppismo e incitamento all'odio religioso per aver cantato una "preghiera" anti-Putin nella cattedrale moscovita di Cristo Salvatore, la cantante ha fatto riferimento ai processi istituiti dai triumvirati sovietici contro le figure giudicate pericolose dal regime, e ha predetto "il collasso di questo sistema politico".


Il tribunale Khamovnichesky di Mosca, è stato reso noto oggi, emetterà il verdetto il 17 agosto. Ieri l'accusa ha chiesto tre anni di campo di lavoro per ciascuna delle tre ragazze, che rischiano in base alla legge una pena fino a sette anni.

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