Martedì, 2 Marzo 2021

Scambiata per un’immigrata durante un controllo: “Lei parla troppo, non dobbiamo scusarci”

La denuncia di Maria, giovane di origini peruviane ma cresciuta a Padova, con documenti italiani. Il caso a Milano, in stazione Centrale

Una giovane donna di origini peruviane ha denunciato di essere stata vittima di un episodio di maleducazione e razzismo in pieno centro a Milano, in stazione Centrale. Nata a Lima 31anni ma cresciuta a Padova, Maria ha documenti italiani. Ieri, mentre stava attraversando piazzale Duca d’Aosta dopo essere scesa dal treno, è stata avvicinata da due carabinieri per un controllo.

“Nel momento in cui gli ho dato il documento, esattamente due secondi dopo (senza che lo aprisse), mi ha detto: ‘Signorina, deve darmi anche il permesso di soggiorno’. L’ho guardato di traverso e in quel momento ha capito di aver fatto una gaffe, una figuraccia perché tra le mani una carta di identità italiana”, ha raccontato Maria a MilanoToday.

Scambiata per un'immigrata durante un controllo: il racconto di Maria

Il carabiniere, dopo aver completato in controllo, le ha chiesto se l’avesse offesa. “Io ho risposto di sì, perché mi ha giudicato attraverso il pregiudizio”, ha spiegato la giovane, la quale ha risposto al militare che sì, l’aveva offesa. “Mi ha offeso il fatto che un esponente delle forze dell'ordine, a causa del colore della mia pelle, non mi abbia classificata come italiana. Ma la cosa peggiore è stata il suo collega che è intervenuto poco dopo dicendo: ‘Signorina noi non siamo tenuti a scusarci, e in più lei parla troppo per i miei gusti'".

Maria davanti a questa frase non è stata in silenzio: "Gli ho risposto che dei suoi gusti mi interessa ben poco visto che se una persona mi offende è un mio diritto rispondere".

Maria ha raccontato la vicenda anche sui social e i suoi posto sono diventati virali, facendo scoppiare un “piccolo caso”, mentre lei ha precisato la sua posizione: “È inutile che ci schieriamo per un pianeta senza razzismo se questo non viene sradicato in primis dalla forze dell'ordine che dovrebbero invece tutelarci”. 

Fonte: MilanoToday →
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