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Sabato, 10 Dicembre 2022

Ragazzina violentata per anni, il paese non la difende: "Se l'è andata a cercare"

Nove persone arrestate a melito Porto Salvo, in Calabria. Il procuratore capo Federico Cafiero De Raho: "Questo territorio sconta un ritardo costante. C’è una mancanza di sensibilità". L'articolo di Niccolò Zancan della Stampa su uno dei più terribili casi di violenza sessuale della storia recente

La notizia, qualche giorno fa, aveva sconvolto l'Italia intera. In Calabria nove persone erano state arrestate con l'accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione dimateriale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e di favoreggiamento personale. Tra gli accusati anche un ragazzo minorenne e Giovanni Iamonte, figlio del boss della 'ndrangheta Remigio Iamonte.

La vittima è una ragazzina che oggi ha 16 anni, ma che quando gli stupri di gruppo sono iniziati aveva solo 13 anni. Il branco ha continuato ad abusare di lei per tre anni. Andavano a prenderla all’uscita della scuola media, la caricavano in auto e andavano al cimitero vecchio, oppure al belvedere o sotto il ponte della fiumara. Più spesso in una casa sulla montagna a Pentidattilo. Qui la ragazzina veniva violentata.

Il procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho ha detto: "Questo territorio sconta un ritardo costante. C’è una mancanza di sensibilità. Anche i genitori sono stati omertosi. Tutti sapevano".

Niccolò Zancan, inviato della Stampa, è andato a Melito Porto Salvo. Il paese dà le colpe delle violenze alla ragazza: "Se l’è cercata", oppure "Ci dispiace per la famiglia, ma non doveva mettersi in quella situazione" e ancora "Sapevamo che era una ragazza movimentata, una che non sa stare al suo posto". Il  parroco Benvenuto Malara aggiunge: "Purtroppo corre voce che questo non sia un caso isolato. C’è molta prostituzione in paese".

Il sindaco Giuseppe Meduri sale sul palco ed attacca la giornalista Giusy Utano del TgR Calabria: «Certe ricostruzioni uscite sul servizio pubblico ci hanno offesi». Ma che colpa ne ha la giornalista, se una delle voci raccolte nel servizio mandato in onda era quella di una signora che diceva così? «Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare». 

Fonte: La Stampa →
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