Sabato, 27 Febbraio 2021

Un uomo gli rompe braccio e gomito perché parla cingalese: "Ma qui in Italia sto bene"

L'aggressore pretendeva che parlasse in italiano al telefono e lo ha minacciato con un taglierino sulla gola davanti alla figlia terrorizzata. MilanoToday ha trovato Fernando, vittima dell'episodio razzista, per intervistarlo in esclusiva e raccontare la sua storia d'integrazione

La vittima dell'aggressione razzista

Il capitolo peggiore della sua vita in Italia è finito su tutti i giornali della nazione: "Razzismo: straniero picchiato a Milano da un italiano perché parla in cingalese", recitavano più o meno tutti i titoli in 'prima pagina'.

La sua, però, è per fortuna una storia d'integrazione che va avanti - non senza fatica - dal 2008. Dal giorno in cui, spinto da un suo cognato ha lasciato lo Sri Lanka ed è partito alla volta di Milano per cercare un destino migliore per sé e la famiglia, rimasta ad attenderlo nella loro cittadina a pochi chilometri da Colombo.

Un'attesa lunga sei anni e finita da quando nel 2014 è stato raggiunto dalla moglie e dalla figlia. Una storia che nessun quotidiano ha riportato ma che andava raccontata perché quell'aggressione - e le sue conseguenze - sono solo, appunto, un capitolo infelice di un libro a lieto fine.

Il cingalese picchiato: "Io sto bene qui"

Ishara Rushan Fernando Naidappulage, con quarantuno anni di vita sulle spalle, ha uno spirito sereno e vigoroso. Si capisce subito che non saranno quei 'cinque minuti' di terrore, né la stupidità di uno, a cambiare la sua opinione sull'Italia e gli italiani. Anche se, come lui stesso dice: "Mia moglie e mia figlia hanno perso molte ore di sonno e i miei parenti in Sri Lanka, preoccupati, mi hanno consigliato di tornare lì". Prima di chiosare: "Ma io sto bene qui".

Dopo aver perso il lavoro da panettiere nella sua amata isola, lascia tutto per buttarsi anima e corpo sul neonato sogno europeo: per un anno intero si arrangia come può, facendo il badante tuttofare per alcuni anziani di Bruzzano, il quartiere alla periferia di Milano dove risiede da allora. Poi, dal 2009, trova un posto come benzinaio presso un'area di servizio della zona.
 

Fonte: MilanoToday →
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