Domenica, 11 Aprile 2021

Rifiuta di tagliarsi la barba e perde il reddito di cittadinanza

Inutile l'appello rivolto ai giudici della corte europea dei diritti dell'uomo: assegno sociale sospeso ad un uomo che si è rifiutato di radersi rivendicando il rispetto della propria fede islamica

Amersfoort, Olanda: un uomo ha perso l'assegno sociale per seguire un precetto religioso. I giudici della CEDU hanno confermato la decisione del Comune

Perdere il reddito di cittadinanza: in Italia succederà con tre rifiuti di offerte di lavoro, in Olanda è bastato il rifiuto di radersi.

Ne dà notizia EuropaToday che dà conto di come nei Paesi Bassi un cittadino musulmano ha perso l'assegno sociale per rimanere fedele ai suoi principi religiosi. L'uomo stava seguendo un corso di preparazione in vista della possibile assunzione in una ditta che smaltisce materiali in amianto, ditta che gli ha chiesto come requisito quello di togliersi la barba. Ma lui si è rifiutato rivendicando il rispetto della propria fede islamica.

Il comune di Amersfoort ha allora deciso di sospendere per un mese il “participatiewet”, l'assegno sociale che assicura un reddito minimo a tutti i residenti legali nei Paesi Bassi.

L’uomo, la cui identità non è stata rivelata per proteggere la sua privacy, ha fatto appello ai giudici appellandosi all’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti umani, che tutela la libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

I giudici hanno dato ragione al Comune. Il tribunale ha infatti riconosciuto che si è trattato “inequivocabilmente una violazione del diritto" della persona alla "libertà religiosa”, ma che questo era comunque necessario per il bene della società.

La partecipazione al tirocinio “era stata fornita con una garanzia di lavoro", e quindi “la formazione era un'eccellente, concreta possibilità di lavoro regolare”, ha stabilito la corte secondo cui “a causa del rifiuto di partecipare alla formazione, il ricorrente non ha fatto uso dell'opportunità garantita di accedere al mercato del lavoro. Di conseguenza, ha messo indebita pressione sui fondi pubblici a scapito di coloro che, in solidarietà, sostengono i costi del Participatiewet", cioè tutti i cittadini.

La decisione per la Corte è stata quindi necessaria per "proteggere i diritti e le libertà altrui".

Inoltre nelle motivazioni i giudici ha tenuto in considerazione la mancanza di qualsiasi altra prospettiva di lavoro per l'uomo, visti anche i suoi trascorsi, essendo stato in in passato in prigione, avendo avuto problemi psicologici ed episodi di dipendenza dal gioco d’azzardo. Insomma per loro avrebbe dovuto sacrificare la barba per cogliere questa opportunità.

Il taglio della barba, hanno spiegato i legali del Comune, era necessario perché c'era il fondato pericolo che particelle di amianto finissero tra i peli, il che sarebbe stato dannoso per la sua salute. La barba avrebbe poi impedito all'uomo di indossare la maschera respiratoria che avrebbe potuto proteggerlo. All’uomo, che si diceva disponibile a indossare una maschera respiratoria adatta a chi porta la barba lunga, la corte ha risposto che l'addestramento richiedeva l'uso di una maschera specifica non adatta a quel tipo di barba.

Fonte: EuropaToday →
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