Domenica, 7 Marzo 2021

Non ci sono più soldi per il reddito di cittadinanza

Dal 2021 importi più bassi per i percettori se il governo non troverà due miliardi per aumentare il limite di spesa autorizzato per l’anno prossimo. Il boom di domande con la pandemia

I soldi per il reddito di cittadinanza stanno finendo rapidamente. Perché la pandemia da coronavirus ha causato un'escalation di domande e ora bisogna trovare risorse per altri due miliardi, altrimenti si rischiano importi più bassi per i percettori. 

Non ci sono più soldi per il reddito di cittadinanza

Il Messaggero spiega oggi che l'asticella deve salire da 7,3 a 9,3 miliardi a causa del boom di nuove domande. In caso di esaurimento dei fondi la legge prevede che vengano ridotti i sussidi, visto che nel frattempo la spesa mensile per le ricariche è crescita da 526 a oltre 680 milioni tra gennaio e settempre. E se il numero di nuclei raggiunti rimanesse di 1,3 milioni di famiglie per un importo medio erogato di 524 euro, allora si supererebbe il tetto di spesa e si arriverebbe a 8,2 miliardi. 

Se non spunteranno fuori i due miliardi di euro necessari a mantenere il reddito di cittadinanza in carreggiata nel 2021, la legge prevede che quando verrà raggiunto il limite di spesa autorizzato allora verrà sospesa l’acquisizione di nuove domande, mentre il ministro del Lavoro e il ministro dell’Economia avranno trenta giorni di tempo per «ristabilire la compatibilità finanziaria mediante rimodulazione dell’ammontare del beneficio». Per 420 mila nuclei che oggi devono accontentarsi di una cifra pari o inferiore a 400 euro, un taglio al sussidio avrebbe il sapore della beffa.

Intanto prosegue il braccio di ferro tra Pd e M5s sui controlli. Il Partito democratico è disposto a rivedere il limite di spesa per il reddito di cittadinanza nel 2021 ma, forte dell’appoggio di Palazzo Chigi su questo, chiede in cambio di correggere la misura introducendo più controlli contro i furbetti, sanzioni severe per chi non accetta il lavoro, il progressivo depotenziamento dei navigator per accelerare le assunzioni dei percettori del sostegno.

Oltre a migliorare la misura, si punta ad abbatterne i costi escludendo dalla platea dei beneficiari i trasgressori e chi non cerca un’occupazione. I percettori del reddito di cittadinanza che hanno sottoscritto i patti per il lavoro, tappa fondamentale per iniziare a cercare un impiego, sono nel complesso 400 mila, mentre quelli che devono completare la procedura di presa in carico o che ancora devono essere convocati nei centri per l’impiego ammontano a circa 500 mila.

Reddito di cittadinanza: a caccia dei navigator perduti

Chi non risponderà alle convocazioni dei navigator e diserterà le iniziative promosse dagli operatori dei centri per l’impiego ora però subirà verifiche mirate. E si ragiona anche sulla possibilità di dare più poteri ai Comuni, a cui potrebbe venire chiesto di effettuare controlli su un percettore residente ogni tre e non più solo sul 5 per cento dei beneficiari. 

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