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Lunedì, 29 Novembre 2021

Rimborsopoli, le spese del governatore Cota: "In un solo giorno 5 ricevute di ristorante"

"Le 13 mila pagine dell’inchiesta parlano di quasi 1 milione e 800 mila euro di denaro pubblico speso illecitamente. Un elenco di piccoli capitoli personali" scrive La Stampa

La Stampa oggi in edicola racconta e analizza al microscopio le spese del governatore del Piemonte Cota.

Roberto Cota, leghista, è governatore del Piemonte dal 2010: oggi è sotto inchiesta (in ottima compagnia, i consiglieri indagati sono decine) per i rimborsi gonfiati.

In un giorno addirittura 5 ricevute di ristorante, scrive il quotidiano torinese.

Ma forse più che analisi, editoriali e commenti è giusto semplicemente elencare le spese "non giustificate" del governatore Cota:

Piccole spese politiche del governatore del Piemonte. Spremuta e Pall Mall azzurre. Tre coperti da Celestina, ai Parioli di Roma, il 14 aprile 2011. Sei coperti al ristorante al Duello, lo stesso giorno, ancora Roma. Quattro chili di pasticceria per 126 euro a Torino. Cynar, grappa e coppa mista di gelato, una domenica notte. Due degustazioni di tartufi da Eataly. Quattro pacchi di Pall Mall azzurre. Un libro antico da 200 euro. Un regalo di nozze da 380 euro «per rappresentanza», all’assessore del Comune Michele Coppola. Poi cravatte, argenteria, un caricabatterie. Deodorante, spazzolino, Marlboro da 20. Una cornice. Una valigia.

25.410 euro non giustificabili, sostengono gli inquirenti.

Cota non ci sta a finire nel tritacarne delle polemiche e grida al complotto. Nell'interrogatorio del 16 aprile però davanti al procuratore capo Gian Carlo Caselli, afferma: "Mi viene chiesto se le ricevute in contestazione siano tutte mie ed io dichiaro che nella stragrande maggioranza erano ricevute mie. Io davo gli scontrini alla mia segretaria. Lei confrontava tali scontrini con la mia agenda e scartava le spese che non avevano a che fare con la mia attività politica".

A finire nella bufera in questa inchiesta sono in tanti. La procura di Torino ha chiuso l’inchiesta sui rimborsi dei consiglieri regionali piemontesi che, quando fu aperta un anno fa, vedeva 56 indagati; di quelli ne sono rimasti 43, per gli altri 13 consiglieri, che erano stati iscritti nel registro degli indagati, dopo gli accertamenti si profila l’archiviazione.

Le 13 mila pagine dell’inchiesta parlano di quasi 1 milione e 800 mila euro di denaro pubblico speso illecitamente. Un elenco di piccoli capitoli personali. Non solo ristoranti, viaggi, alberghi, cibo e chilometri gonfiati per ottenere più rimborsi. Ci sono i libri scolastici e le ricariche telefoniche alla figlia del consigliere Antonello Angeleri. 4 mila euro per il Telepass del leghista De Magistris. Fiori, giochi, cd, il noleggio di un traghetto e i «complementi d’arredo» dell’assessore Massimo Giordano.

Fonte: La Stampa →
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