Lunedì, 8 Marzo 2021

Lazio, Sicilia, Veneto Basilicata, Campania: le regioni a rischio lockdown

I piani del ministero nelle aree con l'indice di contagio vicino a 1,5. Il menù di interventi prevede «su scala sub provinciale zone rosse per almeno tre settimane»

C'è un piano da 123 pagine messo a punto dal Comitato Tecnico Scientifico, dal ministero della Salute, dall'Istituto Superiore della sanità e dalle Regioni che deciderà dove attuare i lockdown territoriali mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ieri è tornato a escludere nuove chiusure a carattere nazionale. E alcuni comuni e qualche provincia di Lazio, Campania, Veneto, Basilicata, Sicilia e Lombardia accende già la spia  del terzo dei quattro scenari descritti dal piano «di risposta al Covid per il periodo autunno inverno», nel quale si entra quando la crescita dei casi «potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi» e l’indice di contagiosità, il famoso R con t sia tra 1,25 e 1,5. Spiega oggi La Stampa

In quel range ci sono appunto le cinque regioni a rischio di chiusure locali, meno la Lombardia, che ha un Rt sotto la soglia di allarme pari a uno, ma che vede da giorni una crescita esponenziale dei contagi. Entrati nell’area arancione il menù di interventi prevede «su scala sub provinciale zone rosse per almeno tre settimane». Ma anche chiusura o limitazione dell’orario di apertura di bar e discoteche, lezioni a distanza per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’Università e comunque obbligo di mascherina anche al banco per gli alunni sopra i sei anni.

Previste anche «lezioni scaglionate mattina e pomeriggio» se questo si rendesse necessario per acquistare maggiore spazio e garantire quindi il distanziamento in classe. In zona arancio il piano prevede anche «l’interruzione di alcune attività produttive con particolari situazioni di rischio» e «possibili restrizioni della mobilità inter ed intraregionale».

Nel quarto scenario, quello tinto di rosso, si entra quando la «trasmissibilità del virus è sostenuta e diffusa, con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo»:

Condizioni che potrebbero richiedere il ritorno a un lockdown nazionale e generalizzato, che sarà possibile evitare agendo per tempo e attuando le misure elencate nel Piano in rapporto al livello di rischio riscontrato. Anche perché contro la presa d’assalto degli ospedali, conseguente allo scenario più apocalittico, si rischia di sparare spesso a salve. 

Il nuovo Dpcm e il lockdown mirato: le cinque regioni a rischio

Fonte: La Stampa →
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