Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Renzi: "L'Italia è ripartita, taglio Ires nel 2017"

Il premier "a tutto campo" nell'intervista a Repubblica: dall'economia alla Siria, dalla Rai alle unioni civili, da Verdini alle lotte interne nel Pd

E' un Matteo Renzi che affronta tutti i temi di più stringente attualità quello intervistato su Repubblica da Claudio Tito.

PARTITO DEMOCRATICO - "Io voglio il Pd unito, sempre. E lavoro per questo". Per Renzi "nel Pd c'è ancora qualcuno che forse non ha ancora elaborato a pieno il lutto del congresso. Ma io rispetto tutti ed è giusto che ci sia spazio per le idee altrui".

VERDINI -  "Verdini ormai è diventato il paravento per qualsiasi paura. Tutti lo evocano anche vedendolo dove non c'è: ormai è raffigurato come una sorta di mostro di Lochness nostrano e credo che questa definizione lo faccia contento e sorridente come non mai".

ECONOMIA - "L'Italia è ripartita. Ma non lo dico io, lo dicono i numeri dell'Istat, del Fmi, dell'Inps. Tutto questo è frutto delle riforme. Ce lo stanno riconoscendo i principali operatori del mondo economico e finanziario globale".

TASSE - Renzi ribadisce che togliere la Tasi "sulla prima casa per tutti e per sempre è un fatto di giustizia sociale in un Paese in cui il 75% dei possessori di prima casa è un lavoratore dipendente". L'abolizione riguarderà però solo la prima casa. Per il 2017 Renzi ribadisce il taglio dell'Ires: "Nel 2017 senz'altro. Nel 2016 qualche altra sorpresa ci sarà".

SIRIA - "Dubito delle ricette scodellate in modo semplicistico: non sarà semplicemente aiutando Assad che bloccheremo Is. Né considerandolo l'unico problema come fanno in modo altrettanto banale altri". "Nessuno tra i leader occidentali può ragionevolmente pensare che si possa appaltare Damasco alla Russia o - a maggior ragione - al tandem russo iraniano".

RAI - "Per me parlano i fatti. Non ho mai messo il naso, mai, nelle vicende interne della Rai". "Ho detto e lo ripeto oggi, domani e dopo domani - dice ancora il presidente del Consiglio - che i talk show rischiano di diventare un pollaio senz'anima".

UNIONI CIVILI -  L'approvazione del 2015 della legge sulle unioni civili "dipende da quando finiremo queste riforme. Ma non molliamo. E' un impegno di civiltà". Il presidente del Consiglio dice di non temere conflitti con la Chiesa:

"No, nessun conflitto. Ognuno svolge un ruolo. Il presidente del Consiglio giura sulla Costituzione, che è di tutti, credenti e non. Per la mia storia personale, ho molti amici sacerdoti. Ma anche loro sanno perfettamente che una legge occorre e va fatta al più presto".

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