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Lunedì, 24 Giugno 2024

Renzo Bossi: "e ora faccio il muratore o il contadino"

"Il Trota" torna a parlare: in un'intervista a Vanity Fair rivela di voler "stare un pò all'aria aperta"

Torna a parlare Renzo Bossi. In un'intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair "il Trota" rivela di voler "ricominciare la propria esperienza nella Lega da militante semplice", e che nel frattempo vuole "continuare a studiare", trovarsi un lavoro da "muratore o agricoltore, per stare un po all'aria aperta" visto che "due anni vissuti con la cravatta sono troppi".
Quanto a Roberto Maroni, secondo il quale nella Lega è il turno dei quarantenni con esperienza, Bossi jr osserva: "Fra dieci anni ne avrò 33 e più esperienza, si vedrà".

Renzo Bossi definisce poi "bugie" le affermazioni di Alessandro Marmello, il suo ex autista (licenziato pochi giorni fa) che, attraverso il video pubblicato dal sito del settimanale Oggi, lo accusava di aver ripetutamente usato, per saldare conti personali, i soldi del partito. "I filmati sono stati girati a bordo di una Audi A6 di proprietà della Lega: se Marmello si era dimenticato il portafoglio, capitava che io anticipassi i soldi per la benzina. Quegli scontrini, quei soldi, sono per spese che io avevo anticipato di tasca mia, e che lui mi restituiva".

Ci sono poi le presunte fatture di spese dentistiche contenute nella famosa cartella 'The Family', ma il figlio del Senatur sottolinea: "Io il dentista l'ho sempre pagato: lo dimostrano i movimenti bancari del mio conto corrente personale, che ho portato in Procura". Dai Pm Bossi jr dice di avere "depositato due denunce, una a siti di informazione e l'altra a Marmello, con allegati i documenti. I giornali hanno scritto troppe falsità, a partire dall'auto Bmw che avrei comprato con i soldi della Lega: ho dimostrato che sto pagando le rate del leasing dal mio conto personale. Stesso discorso per la Smart usata: a parte che non l'ho ancora pagata, perché la fattura mi è arrivata a fine marzo".


L'ex consigliere regionale definisce "falsità" anche la vicenda degli studi in Gran Bretagna pagati con soldi del movimento. "Ho sempre pagato di tasca mia, anche perché, con 10 mila euro netti di stipendio da consigliere regionale, non avevo certo bisogno di chiedere soldi al partito".

Fonte: Vanity Fair →
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