Lunedì, 21 Giugno 2021
Nell'ospedale Maggiore di Bologna / Bologna

Viaggio in un reparto di terapia intensiva: ''Se pensate che sia una favola, fate un giro qui''

La situazione nell'hub dell'ospedale Maggiore di Bologna: occupati 27 letti Su 34. Il direttore: ''La guerra si vince fuori''

Foto di repertorio

Cosa succede in un reparto di terapia intensiva durante questa seconda ondata dell'epidemia? Se molti, fuori dagli ospedali, pensano sia sopravvalutata, basta guardare cosa succede in questa aree critiche per cambiare idea. Antonella Scarcella di BolognaToday è entrata nell'hub di terapia intensiva dell'ospedale Maggiore di Bologna, dove ha intervistato il direttore Nicola Cilloni: "Se qualcuno pensa che questa sia una favola, faccia un giro qua dentro per capire che una favola non è". Fino a venti giorni fa il reparto, pronto già da tempo ad una eventuale seconda ondata, non ospitava pazienti covid: ad oggi sono  occupati 27 letti Su 34.

"Rispetto a marzo si vedono pazienti più giovani – afferma Cilloni – noi qui curiamo i pazienti, ma i pazienti si ammalano fuori. Lavoriamo sempre, tanto, ma con un po' di malincuore pensando che, da parte dei cittadini, con maggiore senso civico l'impatto poteva essere ridotto. La vera battaglia la fanno i cittadini – prosegue – facendo e rispettando quelle che sono le normative di sicurezza, chiediamoci per esempio perché, se c'è un'app che può aiutare, la scaricano in pochi".

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Al Maggiore, che rientra nella rete hub con altri ospedali, questo nuovo reparto con tre aree critiche è stato pensato e costruito per essere vissuto anche dai parenti dei ricoverati. Alla cosiddetta 'bolla' infatti – una zona sicura con un particolare sistema di areazione e grandi vetrate – possono accedere tutti in sicurezza e, grazie ad una comunicazione via radio, anche i familiari dei pazienti possono comunicare con loro. Quando possibile.

"Nei casi peggiori – spiega la psicologa dell'area critica, Elisa Righini – i familiari, se se la sentono, possono essere vestiti e in sicurezza accedere al reparto per trascorrere l'ultimo momento insieme al loro caro e questo anche per l'elaborazione del lutto è estremamente importante".

Fonte: BolognaToday →
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