Scuola, i dubbi del primario di Pneumologia: "Riaprire può essere un grande errore"

PalermoToday ha intervistato il professor Francesco Di Gesù, a capo del reparto dell'ospedale Civico trasformato in reparto Covid-19 durante l'emergenza sanitaria

Foto Ansa

"Capisco le ragioni che hanno portato alla riapertura delle scuole, ma temo possa essere un grande errore". Francesco Di Gesù, primario del reparto di Pneumologia dell'ospedale Civico di Palermo, non nasconde le sue preoccupazioni sul tema del ritorno tra i banchi.

Le scuole italiane hanno riaperto ieri, 1 settembre, per i collegi dei docenti, le ultime sistemazioni delle aule, il recupero degli apprendimenti di oltre 500mila tra studentesse e studenti, alcuni con lezioni a distanza, altri in presenza. Ma questo primo passo in vista della riapertura di metà settembre non cancella i timori per una possibile carenza di insegnanti. L'incremento dei contagi da coronavirus delle ultime settimane sta infatti destando allarme nel corpo docente, soprattutto quello più avanti con l’età.

L'andamento quotidiano dei dati sui nuovi casi rilevati non deve tuttavia creare allarme, secondo il professor Di Gesù, intervistato da PalermoToday: "Tutto sommato sono numeri bassi. Mi preoccupa il ritorno sui banchi di scuola - spiega - perché significherà incrementare i contatti giornalieri e i passaggi fra soggetti che, seppur asintomatici, possono far acquistare virulenza al virus. In autunno dovremo aumentare le protezioni. Controllare ciò che accadrà a scuola non sarà semplice, nonostante i protocolli sanitari che verranno adottati".

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"Bisogna mantenere alta la guardia e continuare ad usare gel e mascherine", è il monito del primario di Pneumologia del Civico di Palermo. "Una grande fortuna è stata che il coronavirus è risultato meno aggressivo dei suoi ‘predecessori’ come la Sars-Cov-1 e la Mers - conclude lo pneumologo -. In epoca in cui i ‘no vax’ imperversavano, con lo stesso modello di virus influenzale, anni fa, qui al Civico abbiamo avuto 21 decessi in un solo giorno. Il problema è che in autunno il Covid-19 potrebbe individuare delle sottopopolazioni di persone suscettibili che potrebbero essere attaccate con maggiore violenza che il virus acquisisce fra un passaggio e l’altro. Il rischio chiaramente è che lo studente possa restare contagiato e contagiare a sua volta. Dovremo quindi mantenere alta la guardia e continuare a utilizzare le mascherine e il gel disinfettante o lavare spesso le mani. In ogni caso, se piove, è meglio avere l'ombrello bucato che non averne".
 

Fonte: PalermoToday →

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