Domenica, 13 Giugno 2021

Consigliere Pd ricattato sul web con una finta chat a luci rosse

A raccontare tutto è stato lo stesso Attilio Solinas in un'intervista a Repubblica. L'esponente democratico ha parlato del suo calvario, di come si sia trovato sotto scacco da una banda di criminali che per tre giorni ha minacciato di pubblicare finte foto di lui nudo e altre false notizie per rovinare la sua reputazione

Basta poco per ritrovarsi in mezzo ai guai. Ad esempio, accettare un’amicizia sbagliata su Facebook e ritrovarsi ricattato da una banda di criminali con false foto hot. È successo ad Attilio Solinas, dirigente Medico di Perugia e consigliere regionale del Pd in Umbria, a capo della Commissione Sanità. A raccontarlo è lui stesso, in un’intervista a Repubblica. Tutto è  nato quando ha accettato su Fb la richiesta di amicizia da parte di una certa “Maria Ottello”. 

“Abbiamo cominciato a chattare. Mi chiedeva informazioni sul mio lavoro e quando gli ho detto che ero un medico, mi chiedeva consigli. Poi voleva sapere se ero sposato e cosa facevo nel tempo libero. Insomma, cose così. Un giorno mi ha cercato su skype e ho fatto una videochat di un minuto e mezzo con lei sul telefonino”.

Solinas assicura di non essersi mai messo in situazioni imbarazzanti, togliendosi i vestiti. “Se avessi qualcosa di cui vergognarmi non starei certo a parlarne su un giornale. Non facevo niente di male, abbiamo solo chiacchierato”.

Alla fine, il ricatto.

"Per molto tempo non l'ho più sentita. Poi un mese fa, di domenica intorno alle 14, mi è arrivato un messaggio sulla stessa chat. Diceva: "Se non vuoi che tutti i tuoi amici e i colleghi vedano questo, ci devi pagare 2.500 euro subito". E c'erano allegati una foto e un link a un video postato su Youtube. Quando li ho visti, sono sbiancato…. La foto era un frame del video. Si vedeva la mia faccia, presa da quella chat su skype, montata però su un corpo nudo che non era mio ma che posizionato in quella prospettiva poteva trarre in inganno. Il video era postato su un link privato di Youtube, perché solo io lo vedessi e mi spaventassi. Non solo. Mi hanno mandato anche una lista di nomi di persone a me molto vicine, aggiungendo: "Ti roviniamo la vita, tutti questi tuoi amici sapranno chi sei veramente, ti facciamo licenziare. Hai 12 ore per pagare”.

Attilio Solinas ha chiamato subito la polizia postale, ma i ricattatori non si sono fermati, aprendo un “profilo fake” a nome di Solinas, con “la foto taroccata, il link al video, delle immagini di bambini e anche delle finte prime pagine di giornale, tra cui Repubblica, con titoli inquietanti, del tipo: 'scandalo al consiglio regionale', 'pedofilo italiano'”, e tramite quel profilo avevano chiesto l’amicizia ad altri ignari contatti del vero Solinas.

Le minacce sono andate avanti per tre giorni, poi il silenzio.

“Il mio è un atto di denuncia. Perché quello che ho dovuto passare non succeda anche ad altri", ha spiegato Solinas. 

Fonte: Repubblica →
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