Mercoledì, 3 Marzo 2021

Medici positivi al coronavirus richiamati in corsia

Una scelta azzardata ma inevitabile per il Belgio che vede collassare il sistema ospedaliero nel giro di qualche giorno, spiega il capo dell’Associazione dei sindacati medici alla Bbc

Immagine di repertorio Ansa

Il Belgio sta affrontando una seconda ondata di coronavirus particolarmente intensa, con una crescita importante del numero dei contagi e dei ricoveri ospedali. 

A Liegi, una delle città più colpite, dieci ospedali hanno chiesto ai medici risultati positivi al coronavirus ma asintomatici di continuare a lavorare. Una scelta obbligata, ha detto alla Bbc il dottor Philippe Devos, capo dell’ABSyM, l’Associazione Belga dei Sindacati Medici, pur nella consapevolezza del grande rischio di trasmettere il virus ai pazienti. L’alternativa, dice Devos, è vedere il sistema ospedaliero collassare nel giro di pochi giorni. 

Al momento a Liegi una persona su tre sottoposta al test risulta positiva al coronavirus mentre gli ospedali stanno già annullando gli interventi chirurgici non urgenti e trasferendo altrove i pazienti.

Pochi giorni fa, commentando gli aumenti dei contagi il ministro della Salute Frank Vandenbroucke aveva parlato di un vero e proprio “tsunami”, ammettendo che le autorità sanitarie “non controllano più quello che sta accadendo”. Vandenbroucke aveva definito la situazione nella capitale Bruxelles e nel sud del Paese come “la più pericolosa di tutta Europa”. 

Belgio, nuove misure restrittive per contenere il contagio

Da oggi nel paese entrano in vigore ulteriori misure restrittive per tentare di contenere il virus, con coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino e mascherine obbligatorie dovunque, oltre alla chiusura di teatri, cinema, palazzetti, sale di spettacoli, piscine e centri fitness. 

Come scrive EuropaToday, il governo belga starebbe valutando anche l’ipotesi di schierare l’esercito per far fronte alla situazione, mettendo in campo circa 1.500 militari tra personale medico, infermieri e paramedici.  Un piano che però si scontra, scrive Le Soir, con l’aumento dei casi di positività rilevati proprio tra i soldati, con i loro familiari che protestano contro i vertici della Difesa per non aver protetto il personale a sufficienza. 

Fonte: BBC News →
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