Martedì, 26 Ottobre 2021

Rigopiano, i parenti delle vittime fanno le sentinelle contro il turismo dell'orrore

Mentre seguono il recupero dei beni personali dei loro cari rimasti sotto le macerie del resort distrutto dalla valanga, i famigliari vogliono anche impedire che durante le feste il posto diventi meta di bivacchi e gite

Si danno il cambio tutti i giorni, c'è sempre qualcuno di loro a presidiare quel luogo di dolore dove i loro cari hanno perso la vita. Questo fanno oggi i parenti delle vittime di Rigopiano, per seguire il recupero dei beni personali rimasti sotto le macerie ma anche per evitare che si ripetano le scene viste a Pasquetta e impedire che tra le macerie del resort di Farindola distrutto da una valanga possano aggirarsi nuovamente gitanti e turisti dell'orrore

"Questo luogo per noi è sacro, abbiamo anche il timore di avvicinarci, per non calpestare le tombe dei nostri cari", racconta a Quotidiano.net Paola Ferretti, la mamma di Emanuele Bonifazi, il ragazzo di 31 anni che lavorava come receptionist nell'hotel.

Turisti sciacalli a Rigopiano e il dolore di chi ha perso tutto: "Venite invece a portare un fiore" 

Ogni giorno si lavora per recuperare borse, valigie, telefonini, vestiti appartenuti alle vittime, mentre intorno ci sono ancora i resti dei bivacchi di Pasquetta. 

C’è il dolore di un obitorio a cielo aperto, tra quelle macerie voltate e rivoltate ci sono frammenti di vite da recuperare. Arriva una coppia da Milano, "siamo qui per una preghiera". Poi due fidanzati, lui scatta foto quasi di nascosto. 

Fonte: Quotidiano.net →
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