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Lunedì, 29 Novembre 2021

Spese pazze, il leghista Cota si faceva rimborsare anche i boxer comprati negli Usa

La Repubblica oggi in edicola racconta altri dettagli sulla "rimborsopoli" che sta sconvolgendo la politica piemontese

Della "rimborsopoli" che sta sconvolgendo la politica piemontese vi abbiamo già raccontato tutto. Ma la lettura quotidiana dei giornali riserva sempre nuove sorprese.

La Repubblica oggi in edicola racconta altri dettagli sugli acquisti dei leghisti. E' lungo l'elenco delle continue "sviste" nelle note spese del governatore e di altri politici piemontesi.

Nell'estate del 2011 il presidente della Regione Piemonte cercava il colore "verde" tra gli scaffali di un noto negozio di abbigliamento degli Usa.

C’è anche l’acquisto di un paio di braghe di tela nello store americano “Vineyard vines” finito tra gli scontrini più assurdi dell’inchiesta sulle “spese pazze” dei consiglieri regionali. Era finora sfuggito tra le 17 mila pagine di atti della Procura di Torino, perché “camuffato” dallo strano nome del capo di abbigliamento: «Chappytrunk, kiwi, taglia L». L’inglese non aiuta, e magari, anche questa sarà una delle sue tante “sviste” da spiegare di nuovo ai pm Enrica Gabetta, Giancarlo Avenati Bassi e Andrea Beconi.

Era stato lo stesso presidente della regione, Roberto Cota, a raccontare del  viaggio a Boston:

«Ho frequentato un corso intensivo d’inglese a Boston, e ho pagato tutto io: viaggio e permanenza. Pur essendo un’attività necessaria alla mia formazione politica». Poi aveva messo le mani avanti: «Nella giornata di sabato sono andato a visitare il Mit (Massachusetts Institute of Technology), contattando alcune persone che lavorano lì: potrebbe esserci una spesa relativa a un pasto con loro». Lo scontrino di un pranzo, quel sabato 6 agosto, c’è: 10 euro in un bar&grill. Ma segue anche la ricevuta di poche ore più tardi, quella che testimonia che Cota nel pieno pomeriggio faceva anche shopping “politico”, cercando il costume del colore giusto.

Quello che colpisce sono le tante piccole spese, ma simboliche, che aumentano soprattutto d'estate, quando l'attività politica rallenta e c'è più tempo libero.

Come i 2 euro e 30 al bar dello stabilimento balneare Blue Bay Arcadia di Serra Spotorno, in provincia di Savona, il 30 giugno, quando avrebbe dovuto essere in missione a Bruxelles. Oppure i pacchetti di sigarette, che siano Pall Mall o Marlboro Light. E ancora lo spazzolino, il deodorante e il dentifricio comprati all'aeroporto di Fiumicino, e poi messi a rimborso a spese della collettività.

Fonte: La Repubblica →
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