Domenica, 24 Ottobre 2021

Politici nella bufera: "Si sono fatti rimborsare salumi, solarium, profumi e fiori"

In totale sono 43 gli avvisi di conclusione delle indagini per "Rimborsopoli" che la Procura di Torino ha inviato ieri pomeriggio per peculato: l'articolo della Stampa

Qualcuno non si era fatto problemi a mettere in nota spese persino il conto (salato) del suo salumiere. Altri hanno chiesto il rimborso per l'abbonamento alla doccia solare.

In totale sono 43 gli avvisi di conclusione delle indagini per Rimborsopoli che la Procura di Torino ha inviato ieri pomeriggio per peculato (a tutti gli indagati, tranne l'ex presidente Bresso), truffa e finanziamento illecito dei partiti (solo ad alcuni).

Ne esce a pezzi soprattutto, ma non solo, il centrodestra piemontese. La mail inviata dalla procura come informazione di «chiusura indagini» recita così: "Quale consigliere regionale della Regione Piemonte e capogruppo del gruppo consiliare ... e perciò pubblico ufficiale, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, avendo la disponibilità dei fondi derivanti dal contributo di funzionamento per i gruppi, erogati dal Consiglio Regionale e versati sul conto corrente IT..., se ne appropriava utilizzandoli per finalità personali e comunque estranee alla previsione normativa".

La Stampa oggi in ediola non lesina i particolari:

Il Pdl ne esce strapazzato dall’inchiesta sui rimborsi regionali. Come politici amano soprattutto i ristoranti. È la prima voce nell’elenco delle contestazioni in serie. Franco Maria Botta ha speso tra giugno 2010 e settembre 2012 (periodo contestato a tutti i consiglieri), 41.472,23 euro. Marco Botta, ha chiesto il rimborso di 36.372,20 euro. È un mago degli scontrini: oltre ai pasti in ristorante, le accuse che lo riguardano comprendono spese «anomale» per cibi da asporto e generi alimentari vari (come salumerie, macellerie, panifici).

Ma non è tutto. In base alle indagini, infatti, è evidente che i consiglieri al loro look ci tengano davvero un sacco. La Procura del capoluogo piemontese ha contestato una raffica di spese non consone con l’attività politica.

Luca Pedrale ha fatto acquisti in negozi di abbigliamento per un importo complessivo di 2.790 euro. Franco Maria Botta ha speso 12.210 euro, parte presso la boutique «Olympic». Acquisti di qualità. Marco Botta ha fatto tappa anche da Hermes per chiedere il rimborso alla Regione Piemonte, 3.515,79 euro.

Pensate che sia tutto? Macchè, è sotto la voce "spese varie" che i politici secondo la procura si sono letteralmente scatenati:

Sotto questa voce compaiono richieste di rimborso tra le più fantasiose. In cima alla classifica, si ritrova Franco Maria Botta, con i suoi 79.051,94 euro di contestazione finale. Per spese varie di gioielleria, traslochi, cd, articoli per la casa, ha speso 2099,99 euro; fiori, per 2.319 euro, accessori e prodotti di valigeria per 2.192 euro; rimborsi di profumi per 2.174,96 euro. A stretto giro lo segue il suo omonimo, Marco Botta: ha speso 4319,40 euro in fiori, parrucchiere, abbonamento doccia solare, articoli per la casa, articoli per fumatori, attrezzatura da golf.

Fonte: La Stampa →
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