Venerdì, 18 Giugno 2021
Furbetti

La disobbedienza dei ristoratori: locali aperti e strapieni nella Liguria arancione

La "rivolta" di San Valentino. La Riviera ligure ha sperimentato una domenica di dehor pieni. Il divieto in extremis dei pranzi di San Valentino ha messo a rischio un fatturato di milioni di euro. Molti locali hanno chiuso, doverosamente, altri se ne sono fregati e hanno fatto il tutto esaurito

Molti ristoranti della Riviera ligure di Ponente, soprattutto a Ventimiglia, hanno tenuto aperto nel giorno di San Valentino nonostante l'intera Liguria sia stata collocata in 'zona arancione'. Foto: Ansa

Gran bella giornata invernale quella di ieri: cielo terso, sole che tempera il freddo pungente. La Liguria era zona arancione, ma i ristoranti erano pieni. Com'è stato possibile? Chiamiamola "disobbedienza" o "rivolta" di San Valentino. La Riviera ligure ha sperimentato una domenica di dehor pieni. Il divieto in extremis dei pranzi di San Valentino ha messo a rischio un fatturato di milioni di euro. Molti locali hanno chiuso, doverosamente, altri se ne sono fregati e hanno fatto il tutto esaurito. 

Ristoranti aperti in zona arancione in Liguria

Come racconta oggi la Stampa, in un articolo di Giulio Gavino, almeno sette, tra Sanremo e Ventimiglia, i locali-ribelli, "che hanno registrato il tutto esaurito, soprattutto con clienti francesi che avevano prenotato per tempo il week end romantico negli alberghi. Molte altre, non tracciate, le aperture anche nei borghi dell’entroterra specializzati in ravioli di borragine, coniglio alla ligure e dolci fatti in casa".

In tutto le sanzioni per violazione del Dpcm sono state oltre duecento e ai titolari dei ristoranti è stata notificato da oggi il provvedimento di chiusura per cinque giorni. Ci sono stati episodi curiosi. Il ristorante "Pasta e Basta" alla Marina di Ventimiglia ha addirittura cambiato l’insegna del locale in un eloquente e molto battagliero "Adesso Basta".

I ristoratori hanno detto di avere i frigoriferi e le dispense piene di merce, lo scarso preavviso sulle chiusure è stato visto come una sorta di mancanza di rispetto. 

La polizia, i carabinieri, la finanza e i vigili urbani si sono presentati a pranzi già iniziati e sono stati addirittura elogiati per aver fatto con discrezione il loro dovere (identificare e sanzionare con i 400 euro previsti i clienti). Nessun momento di tensione.

Il questore: "Prevedevamo che ci potesse essere questo tipo di disobbedienza"

"Prevedevamo che ci potesse essere questo tipo di disobbedienza perché i ristoratori hanno avuto poco più di 24 ore di tempo per adeguarsi al cambio di normativa, per questo abbiamo cercato di fare un’opera di dissuasione in tutti i modi. Purtroppo, però, non è andata a buon fine e abbiamo dovuto effettuare diversi interventi che, per quanto mi riguarda, rappresentano una sconfitta per tutti" dice, in merito ai tanti locali che hanno tenuto aperto nonostante l’ingresso in area arancione, il questore di Imperia, Pietro Milone.

Non hanno apprezzato (e come potrebbe essere altrimenti?) gli altri ristoratori, che hanno rispettato le regole: qualcuno ieri si è riempito la cassa alle spalle di chi è chiuso, poco ma sicuro. La provincia di Imperia sta registrando un aumento di ricoveri e contagi.

Fonte: La Stampa →
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