Giovedì, 22 Aprile 2021

"Dobbiamo dire la verità anche se è scomoda": il ministro Speranza vuole un'altra stretta

Mentre nel resto del governo c'è chi vorrebbe procedere con graduali riaperture, il responsabile della Salute è molto preoccupato delle possibili conseguenze e ritiene che si debba dire la verità ai cittadini. Ovvero che la situazione è difficile e potrebbero essere necessarie nuove chiusure

Il Corriere della Sera racconta oggi in un retroscena a firma di Monica Guerzoni che il ministro della Salute Roberto Speranza è a un bivio sull'emergenza coronavirus: mentre nel resto del governo c'è chi vorrebbe procedere con graduali riaperture, lui è molto preoccupato delle possibili conseguenze e ritiene che si debba dire la verità ai cittadini. Ovvero che la situazione è difficile e potrebbero essere necessarie nuove chiusure. Anche se non pronuncia la parola lockdown, questa si sente lo stesso nell'aria. 

A porte chiuse Speranza si è detto molto preoccupato perché «potremmo essere all’inizio di una impennata» e in pubblico ha lasciato cadere una frase che sembra preludere a una nuova stretta. Cosa vuol dire «bisogna avere il coraggio di assumere decisioni coerenti rispetto alla sfida che abbiamo davanti»?

La frase è il preludio a nuove restrizioni in arrivo? Secondo il quotidiano "nelle riunioni di governo c’è grande cautela a usare la parola lockdown, ma certo gli assalti degli aperturisti di centrodestra sono stati respinti e Draghi ha fin qui interpretato la linea europea della serietà e del rigore. Il resto lo farà il modello di rischio basato sui tre colori, che presto, se il Covid non rallenterà la corsa, potrebbe drammaticamente dipingere di rosso gran parte dell’Italia". Ed ecco le «settimane molto complicate» del monito di Speranza:

Se potesse, il ministro chiuderebbe ancora. Dal primo giorno di pandemia è rimasto immobile sulla mattonella del rigore e di certo non cambierà idea adesso, tormentato com’è dal balzo del tasso di positività al 7,7% e dalle curve di quella variante inglese che il 4 febbraio era al 18% e questa settimana sarà «più che raddoppiata».

Per questo ci attendono settimane difficili. 

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Fonte: Corriere della Sera →
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