Lunedì, 8 Marzo 2021
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Rocco Casalino sacrificato sull'altare del "Conte-Ter"?

La traiettoria del 48enne, da Frankenthal in Germania a Palazzo Chigi, passando attraverso la prima mitica edizione del Grande Fratello e una laurea in Ingegneria elettronica, è un unicum nel panorama attuale. La sua avventura da portavoce del premier forse è finita

In vista di un ipotetico governo "Conte-ter", il premier potrebbe essere spinto a rinunciare al suo ormai storico portavoce Rocco Casalino, colui che più di tutti in questi tre anni ha tentato (e ci è riuscito visto il gradimento nei sondaggi) di cucirgli addosso i panni e l'immagine "da statista". La traiettoria di Casalino, 48 anni, da Frankenthal in Germania a Palazzo Chigi, passando attraverso la prima mitica edizione del Grande Fratello e una laurea in Ingegneria elettronica, è un unicum nel panorama attuale.

L'era del Conte Casalino è già finita per sempre?

Quello caduto da poco è stato secondo molti osservatori il governo di "Conte e Casalino", quasi a denigrare Palazzo Chigi associandolo alla galassia dei talent. Lo apostrofava così anche il Pd quando l'avvocato di Volturara Appula governava con la Lega, e poi la Lega quando tutto è cambiato. Renzi stesso non ha mai gradito la strategia mediatica di Casalino: "Il dibattito non può essere sostituito da un tweet, il Parlamento non è una diretta Facebook, il governo non è un talent", ha detto l'ex sindaco di Firenze.

E' quella che Flavia Perina oggi sulla Stampa definisce "l’arte dei talent applicata alla politica - l’abilità di costruire e demolire personaggi e imbastire un racconto che, alla fine, premi un solo protagonista - è la specialità di Casalino". Rocco è diventato in fretta uno degli uomini chiave del Movimento Cinque Stelle. Da vice-capo della comunicazione al Senato contrario alle ospitate M5S (divieto assoluto di andare in tv, fase 2013/2014), a curatore dell'immagine grillina (2014/2018)  e poi il riferimento dei pentastellati di governo. Il suo capolavoro strategico-mediatico (l'unico?) resta probabilmente la definizione che inventò per Conte, "avvocato del popolo", che diede forza e solidità in tre parole a quel primo governo Lega-M5s - finito poi male - ma soprattutto a Conte stesso, che ancora oggi gradisce quella definizione. Resterà qualcos'altro negli annali di questi anni di Casalino a Palazzo Chigi?

Casalino ha difetti assai noti - prepotenza, spirito vendicativo, furberia corsara - ma chi ricorda i Cinque Stelle prima maniera sa che senza un bastone neanche Nando Orfei avrebbe potuto domare quel circo, composto da gente che straparlava sul controllo tramite microchip sottocutanei (Paolo Bernini) e capigruppo che commentavano pubblicamente i colloqui al Quirinale dicendo: «È andata bene, non si è addormentato» (Vito Crimi su Giorgio Napolitano).

"Stai a vedere che stavolta paga Rocco"

"Stai a vedere che stavolta paga Rocco" scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica. "Spesso crudele, il potere esige sacrifici umani, per cui Conte, se davvero vuole restare, potrebbe essere costretto a immolare Casalino sull’altare del suo ipotetico governo ter". Resta abbastanza incomprensibile in ogni caso il motivo per cui in tanti non sopportino Casalino, quasi fosse "un abusivo, un usurpatore, comunque uno giunto nel cuore del potere dai luoghi più innominabili del trash televisivo".

"Per Conte la presenza al proprio fianco di “Roccobello”, come pare lo chiami, la sua fedele amicizia e la sua creatività si sono rivelate nel tempo così indispensabili da fargli passare sopra a diversi guai che pure ogni tanto si sono manifestati"

Casalino è sempre stato snobbato dalla politica tradizionale, trattato come uno improvvisato, capitato lì per caso. Non è così. "Decasalinizzare" Conte ne ridurrebbe l’efficacia mediatica, e Rocco crede ancora al "Conte ter". Non è detta l'ultima parola. L’uomo senza partito, il premier per caso da una parte e il giornalista-spin doctor senza un passato nelle grandi testate tradizionali: la ricetta ha funzionato. Finora.

C'è chi giura che di Casalino in politica si sentirà parlare ancora. Come scrive Perina, "ricorderemo, anche, la libertà senza precedenti con cui Rocco ha portato la sua identità gay a Palazzo Chigi, mai nascondendola, anzi lasciandosi vedere volentieri in giro col compagno cubano Josè, 30 anni ben palestrati, un lusso che la politica italiana - dove gli omosessuali sono stati e sono un gran numero - non si è mai concessa".  Sui quotidiani di oggi si dà quasi per certo l'addio di Casalino: ma siamo così sicuri che il Movimento 5 stelle, che in qualsiasi governo si verrà a formare sarà comunque il partito con il peso maggiore, darà l'ok alla sua defenestrazione? Non ci giureremmo: volenti e nolenti è uno degli uomini chiave dei pentastellati in questa legislatura. Uno di quelli che pubblicamente si è esposto meno, lavorando dietro le quinte. 

Ambizione massima? "Diventare primo ministro o amministratore delegato di una multinazionale" diceva anni fa. Oggi è uno dei personaggi più potenti del Movimento. Prima di parlare con un giornalista o confermare la presenza a un talk show, tutti sono dovuti passare per lui. E questo non cambierà, con qualsiasi governo.

Fonte: La Stampa →
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