Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Rocco Casalino: "Io a Palazzo Chigi? Ci torno di sicuro"

Il portavoce di Conte parla del suo libro in uscita, del ruolo del gay "suggeritore" dietro le quinte e di Renzi. Poi fa un pronostico su di sé

In un colloquio con Andrea Malaguti pubblicato oggi da La Stampa, Rocco Casalino, portavoce dell'ormai ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parla de Il Portavoce, ovvero il suo libro in uscita lunedì 15 febbraio ed edito da Piemme, della sua vita prima di Palazzo Chigi e di come la scelta di diventare l'ombra dell'Avvocato del Popolo lo abbia aiutato. Prima però un passaggio sul Grande Fratello e sulle sue doti di comunicatore: "Tanti sono meno intelligenti di me. Ai grandi incontri internazionali mi guardo intorno e cerco di inquadrare i colleghi. Io posso parlare con chiunque, in qualunque lingua. Loro spesso no. Ho capito in fretta che non ero fuori posto. Mi piace fare un gioco. Quando incontro qualcuno che non mi sembra all’altezza lo cerco su Google. In genere viene da famiglie di un certo tipo". Poi un piccolo passaggio sulla tecnica di comunicazione: "So come tenere assieme l’alto e il basso. Come spiegare la politica a un pubblico popolare e non particolarmente colto. Sono convinto che queste siano la mia forza e il mio talento. Non sono ideologico e non mi fossilizzo sulle mie idee".

Chi ha vinto e chi ha perso con il governo Draghi

Anche l’orientamento sessuale, finalmente vissuto alla luce del sole, è diventata un’arma potente: "L’omosessualità mi ha aiutato. Grandi filosofi erano gay, i più grandi artisti, molti stilisti. Abbiamo questa dote di valorizzare le persone. Arricchiamo la bellezza, miglioriamo le situazioni. Il gay “suggeritore” dietro le quinte è tutt’altro che una cosa strana. Lo vedo adesso che ne ho incontrati molti all’estero. Molto spesso quelli che ricoprono il mio stesso ruolo sono omosessuali. Ma adesso basta amò, lasciami andare e non farmi domande sulla politica che mi metti in difficoltà". Su Renzi: "La cosa è complessa. Lascia stare. Renzi parla benissimo di me in privato. Magari lo facesse anche in pubblico. Ma è il mio destino. E insomma, ecco, no, proprio non rispondo". Infine, un autopronostico:

«E non è finita, amò, sono già in campagna elettorale per i Cinque Stelle, ho grandi progetti». Tipo? «Io a Palazzo Chigi ci torno di sicuro». Verrebbe da rispondergli: «Sì, e io divento Papa, Rocco», ma poi ci si sente come Fassino che dice a Grillo «fatti un partito tuo se ci riesci» e si sa come è andata a finire.

«Il Portavoce» invece non finisce. Prepara solo la strada al secondo volume.

Che fine farà Rocco Casalino con il governo Draghi

Fonte: La Stampa →
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