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Domenica, 5 Dicembre 2021

Bus, la truffa dei biglietti clonati: danni per un miliardo di euro

Roma. Un'inchiesta di Daniele Autieri e Carlo Bonini rivela come un flusso di biglietti falsi non farebbe conteggiare, nel bilancio dell'azienda dei trasporti della capitale, 70 milioni di euro l'anno

ROMA - E' l'Atac, l'azienda del trasporto pubblico di Roma, nel mirino dell'inchiesta di Daniele Autieri e Carlo Bonini, pubblicata su La Repubblica. I giornalisti parlano dell'esistenza di un “flusso incontrollato di 'titoli di viaggio' falsi, stampati da Atac e girati ai rivenditori ufficiali". Tutto ciò "consentirebbe di accantonare fuori bilancio circa 70 milioni di euro all'anno”. Momento sempre più difficile per l'azienda, viste le ripetute proteste dei lavoratori e le continue lamentele degli utenti a causa di ritardi e disservizi.

Quella che è stata rinominata la 'truffa dei biglietti clonati' sarebbe “un sistema che, da dieci anni almeno, finanzia la politica a Roma”. Così affermano gli autori dell'inchiesta. “Nel marzo del 2012 la Guardia di Finanza scova un'associazione a delinquere dedita alla produzione, commercializzazione e vendita di titoli di viaggio falsi - spiega Autieri - Quattordici persone finiscono sul registro degli indagati”. Anche la Guardia di Finanza aveva lavorato nel 2012 sullo stesso fenomeno, definendo il sitema creatosi "oliatissimo, con un danno all'azienda di 100 milioni di euro all'anno". Ma nella relazione si legge anche che “la maggior parte degli illeciti attinenti i titoli di viaggio sono avvenuti a mezzo complicità interne all'azienda”.

In realtà due sarebbero i sistemi per la contraffazione: la clonazione e "la stampa di biglietti con ordinativi successivi a quelli già programmati da Atac”. Un metodo sicuro perché una volta passati dai tornelli questi non distinguono i biglietti falsi dagli altri: “Tutti i biglietti emessi da Atac hanno un numero - spiega una fonte interna all'azienda dei trasporti della Capitale - Quando il biglietto viene ceduto ai rivenditori ufficiali entra automaticamente in una white list. Una volta acquistato e obliterato, finisce invece in una black list. Così quando il ciclo si conclude, white liste black list si ricongiungono e i biglietti venduti e utilizzati vengono cancellati. Quest'ultimo passaggio nel sistema di Atac non c'è”.

Secondo l'inchiesta il 7 marzo scorso la Procura di Roma ha inviato avvisi di garanzia a tre dirigenti dell'Atac. "Nulla è accaduto” conclude Autieri. (da Roma Today)

Fonte: RomaToday →
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