Venerdì, 30 Luglio 2021

Roma, musulmani pregano in periferia : “Il Colosseo sarebbe stato meglio”

Stamattina centinaia di fedeli si sono riuniti per celebrare l'Id al-adha, il rituale dedicato al sacrificio di Abramo. La Questura aveva vietato la manifestazione all'arco di Costantino, con i musulmani che si sono dovuti spostare sulla Prenestina

I musulmani in preghiera a Largo Preneste (Foto RomaToday)

Questa mattina Largo Preneste era una distesa di tappeti, con la voce del muezzin che richiamava i fedeli musulmani alla preghiera. Circa un centinaio di persone sono accorse nell'area verde per festeggiare l'Id al-adha, il rituale dedicato al sacrificio di Abramo, che si celebra l'1 settembre. 

Come riportato da RomaToday, dopo il niet della Questura alla richiesta di utilizzo dello spiazzo al Colosseo sotto l'arco di Costantino, l'associazione organizzatrice è stata costretta a ripiegare sulla prima periferia, il Prenestino. Un pulpito decisamente meno incisivo per lanciare il messaggio di solidarietà alle vittime dell'attacco a Barcellona e ribadire che i musulmani per primi condannano il terrorismo. Perché è questo che Bachcu Dhuumcatu, dell'omonima associazione bengalese, avrebbe voluto gridare dai microfoni: "Era nostra precisa intenzione parlare di pace".  

Il divieto da via di San Vitale è arrivato a ridosso della manifestazione, il 29 agosto scorso, "per ragioni di sicurezza e ordine pubblico". "Con tutto il rispetto, noi non abbiamo chiesto il Colosseo ma uno slargo a 70 metri di distanza come previsto dalla legge - ha commentato a RomaToday Bachcu Duumcathu, dell'omonima associazione bangladese -  da lì il nostro messaggio sarebbe stato certamente più forte". 

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La decisione delle forze dell'ordine è stato oggetto di un ricorso in Tribunale. "Visti i recenti accadimenti internazionali - si legge nel testo - non ultimi alcuni pronunciamenti di Papa Francesco, per l’occasione l’associazione ha pensato di legare l’evento religioso alla denuncia di crimini ed ingiustizia, come i recenti tragici fatti di Barcellona, e più in generale per sottolineare la distanza tra questo tipo di attentati e la Religione Islamica. 

L’Associazione Dhuumcatu organizza la celebrazione in piazza delle due feste annuali islamiche, a partire dai tragici fatti dell11 settembre 2001 (Torri Gemelle di New York) con il preciso intento di mostrare pubblicamente in cosa consiste la pratica del culto islamico.  Si precisa in oltre che tali pubbliche manifestazioni si sono sempre svolte in accordo con la questura di Roma. Nella sola Piazza Vittorio Emanuele II abbiamo svolto ben 33 manifestazioni, sempre pacifiche, che non hanno creato alcun tipo di problema". E già al Colosseo, a ottobre 2016, si erano svolte preghiere di protesta contro la chiusura di alcuni centri di cultura islamica trasformati in moschee abusive. 

Fonte: RomaToday →
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