Lunedì, 8 Marzo 2021

Manca una firma e la salma resta bloccata in ospedale: salta il funerale

Caos ai servizi cimiteriali del Comune di Palermo dopo la sospensione di numerosi impiegati indagati per assenteismo. Il dolore e lo sgomento della famiglia di una donna per quale era già stato programmato la cerimonia funebre

Foto d'archivio PalermoToday

In chiesa c’erano amici e parenti, pronti a darle l’estremo saluto ma all’ultimo il funerale è saltato: la salma era rimasta bloccata in ospedale. Succede a Palermo, un effetto dell’inchiesta sull’assenteismo in Comune condotta da carabinieri e polizia municipale con il coordinamento della Procura che qualche giorno fa ha portato  a un’ordinanza che ha disposto la sospensione senza stipendio per 38 dei 55 indagati per falsa attestazione di presenza in servizio e truffa ai danni dell’Amministrazione (poco più di un terzo rispetto al numero totale dei comunali che lavorano per i servizi cimiteriali). C’è quindi “penuria” di impiegati comunali, ricostruisce Riccardo Campolo su PalermoToday: la salma della donna è rimasta bloccata all’ospedale Ingrassia per una firma mancante dell’ufficio servizi cimiteriali. Tra i dipendenti sospesi ci sono tre (su un totale di quattro) ufficiali di stato civile che si occupavano fra le altre cose delle pratiche per le tumulazioni.

“Ci hanno detto che non c'era l’autorizzazione del Comune e il direttore sanitario non voleva assumersi questa responsabilità. Il motivo? Pare che per ora manchino molti dipendenti comunali che lavorano negli uffici interessati per il momento ci sarebbe un solo impiegato”, racconta Enrico, il nipote della donna, a PalermoToday. “Mia zia aveva 77 anni ed è venuta a mancare domenica - spiega ancora il nipote - dopo un mese di ricovero seguito a un intervento. In accordo con l’agenzia funebre, che si occupa anche delle pratiche, avevamo programmato il funerale per questa mattina. Adesso non sappiamo cosa fare, visto che sino ad ora non è stato possibile trovare una chiesa per celebrare la messa. Non ci è stata prospettata alcuna soluzione, nonostante avessimo un regolare permesso per la tumulazione". 

"Hanno sospeso decine di dipendenti tra Reset e impiegati del Comune dei servizi cimiteriali - commenta Eusebio Dalì, del comitato Palermomeritadipiù - per la tristemente nota vicenda del cartellino. Giusto. Ma nessuno ha provveduto a rimpiazzarli, anche temporaneamente. Il risultato? Le salme che aspettano di essere trasferite dagli ospedali al cimitero e imprese di onoranze funebri in balia di questa assurda situazione. E non parliamo delle famiglie. Sindaco Leoluca Orlando (che ha pure la delega) e al dirigente Ferdinando Ania: intervenite subito. C’è un limite a tutto”. 

Fonte: PalermoToday →
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