Venerdì, 23 Aprile 2021

L'ombra del ribaltone su Palazzo Chigi, il retroscena: "Salvini vuole sostituire Conte"

"C'è il premier nel mirino di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Ecco la strategia che filtra a tre giorni dal voto": lo scrivono Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa su Repubblica

La quiete prima della tempesta, verrebbe da dire. "C'è il premier Giuseppe Conte nel mirino di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Ecco la strategia che filtra a tre giorni dal voto. Se le urne assegneranno alla Lega il primato, con ampio distacco dal M5S - scrivono Tommaso Ciriaco e Carmelo Lopapa su Repubblica - allora l'unica alternativa al voto anticipato sarà la sostituzione del presidente del Consiglio. Con un leghista". 

Il vicepremier del Carroccio predica ottimismo. "Il premier Giuseppe Conte è ancora una figura di garanzia? Certo. Io sono leale, se do una parola la mia parola vale" dice Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno a 'Porta a porta'. "La mia parola l'ho data agli italiani, al M5s e al presidente del Consiglio. Io sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto, gli italiani sono soddisfatti visto che la Lega è prima nei sondaggi", ha aggiunto. Inoltre, come abbiamo sottolineato più volte, scommettere su una crisi di governo ora come ora appare davvero azzardato: un cambio di scenario politico non conviene nè al Movimento 5 stelle né alla Lega

È solo campagna elettorale (ed è quasi finita): la crisi di governo "non conviene" a nessuno

Governo, Giorgetti: "Sono pronto a dimettermi se le cose non cambiano"

Molto più cauto è invece il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, che è stato il primo a far filtrare seri dubbi sulla futura tenuta dell'esecutivo e che ieri ha tenuto una conferenza alla sede della stampa estera a Roma: "Sono pronto a fare un passo indietro e a dimettermi se le cose non cambieranno, se il governo non comincerà a fare le cose che la gente si aspetta". Il pensiero del premier pugliese - considerato sempre più espressione dei pentastellati in casa leghista - è invece riportato così nel retroscena di Repubblica: "Se la prenderanno con me, chiederanno la mia testa. Diranno che serve un'altra guida per il governo, che non sono più equidistante, che gli equilibri sono cambiati". 

E il vicepremier M5S Luigi Di Maio "scommette tutto sulla riduzione della forbice con gli alleati-avversari. Ma se anche la Lega dilagasse, il M5s alzerebbe le barricate all'opzione Salvini premier. 'Non hanno voluto che guidassi io il governo col nostro 32,6 per cento - ha ragionato fino a ieri pomeriggio coi suoi - non vedo perché dovrebbe guidarlo lui con il 32 alle Europee".

Fonte: La Repubblica →
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