Sabato, 18 Settembre 2021

Sara, un avvocato musulmano a Bologna: "Il velo? È stata una mia scelta"

Ha 31 anni e ha superato l'esame per esercitare la professione forense: "Se faccio notizia vuol dire che siamo ancora indietro"

Sara Mourchid

Sara Mourchid sarà il primo avvocato con il velo di Bologna. Un esempio di integrazione, ma anche di determinazione e voglia di farcela. Oltre alla toga questa ragazza di 31 anni ha anche delle importanti responsabilità nel privato: un marito e un bambino di due anni, che però non hanno ostacolato affatto il suo percorso. "In realtà non sono ancora iscritta all'Albo - spiega la giovane a Erika Bertossi di BolognaToday -, ma ho superato l'esame di Stato per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense". 

"Il velo? Lo porto da quattro anni e, certamente, è stata una mia liberissima scelta" racconta la 31enne. Che però non nasconde di aver dovuto fare i conti anche con una certa diffidenza: "Non c'è ancora l'abitudine al velo e finché non sarà la normalità sguardi e atteggiamenti di un certo tipo ce ne saranno sempre. Non ci dimentichiamo quello che è accaduto nel gennaio del 2018 ad Asmae, una praticante come me che è stata fatta allontanare dall'aula di tribunale proprio qui a Bologna perchè indossava il velo".

"Io per esempio – racconta - ho avuto un problema durante la discussione della tesi, quando un professore della commissione esterna, visto che parlavamo della costituzione tunisina, mi ha chiesto se avrebbero fatto erigere la basilica di San Pietro a Tunisi. Da qui una serie di considerazioni sulle moschee e uno spiacevole confronto. Alcuni fanno delle gaffe, ma spesso io la prendo con il mio senso dell'umorismo: come quando mi scambiano automaticamente per la mediatrice...".

In ogni caso la strada verso l’integrazione è ancora lunga. "Se faccio notizia - dice Sara - significa che siamo ancora indietro". 

Riesci ad immaginare una causa che vorresti seguire e vincere? 

"Tengo molto al tema dell'accoglienza - racconta la 31enne - ed è su questo che vorrei lavorare, come poi sto già facendo per la cooperativa con cui collaboro. In particolare vorrei battermi per i diritti e lanciare messaggi ben diversi da quelli che vengono dalla politica. Più che il pregiudizio del velo poi, credo si debba ancora lavorare su quello della donna lavoratrice...".

Fonte: BolognaToday →
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