Lunedì, 8 Marzo 2021
Olanda / Paesi Bassi

Il Governo che rischia di cadere per il bonus figli

L'esecutivo olandese domani comunicherà se intende dimettersi dopo lo scandalo nato dalle false accuse di frode alle famiglie che avevano ricevuto il sussidio, costrette poi ad indebitarsi per ripagare il Fisco

Foto di repertorio Ansa

A due mesi dalle elezioni, il governo olandese rischia di cadere a causa dello scandalo nato dalle accuse infondate di frode rivolte dai funzionari del fisco a migliaia di genitori, costretti a fare debiti per ripagare i bonus figli. Come riporta il De Standaard, domani l'esecutivo deciderà se fare un passo indietro o meno. Intanto il caso ha portato alle dimissioni del leader del partito Laburista di opposizione, Lodewijk Asscher, già ministro degli affari sociali nel precedente governo, che ha lasciato negando di essere a conoscenza del fatto che le autorità stessero "perseguitando migliaia di famiglie" ma ammettendo che un sistema lacunoso "ha trasformato il governo nel nemico del suo popolo".

Il premier, Mark Rutte, si è detto contrario all'ipotesi di sciogliere il governo di coalizione, sottolineando come il paese abbia bisogno di stabilità nel pieno della crisi pandemica, ma non lo ha escluso e l'esecutivo rivedrà la propria posizione nel corso della sua prevista riunione di domani. I quattro partiti della coalizione sono divisi sulla risposta da dare allo scandalo ma secondo gli osservatori preferirebbero mettere fine alla loro alleanza piuttosto che farsi sfiduciare martedì prossimo dopo il previsto dibattito parlamentare.

Lo scandalo bonus figli un Olanda

Il rapporto parlamentare "Ingiustizia senza precedenti" è stato divulgato il mese scorso dopo un'inchiesta sullo scandalo da cui sono emerse "violazioni delle norme fondamentali dello stato di diritto" da parte del fisco attraverso indagini su frodi motivate da "qualcosa di semplice quanto un errore amministrativo, senza intenti maliziosi". Il presidente della commissione di inchiesta, Chris van Dam, ha definito la vicenda "un processo di massa" con circa 20mila famiglie di lavoratori perseguite per frodi in tribunale, costrette a ripagare gli assegni e private del diritto di ricorrere in appello per diversi a partire dal 2012.

Alcuni sono stati vicini al fallimento, costretti a traslocare di fronte alle ingiuste richieste di ripagare decine di migliaia di Euro quando la presunta frode si limitava ad un formulario compilato male o privo di una firma. Il governo ha presentato le proprie scuse per quanto accaduto e nel mese di marzo dello scorso anno ha destinato 500 milioni a risarcimenti.

Venti famiglie hanno avviato un'azione legale contro i ministri di tre dei partiti membri della coalizione di Rutte per il loro ruolo nello scandalo. Nel caso di un a caduta del governo, l'attuale esecutivo resterebbe in carica fino alla formazione di una nuova coalizione: le prossime elezioni sono previste a marzo e Rutte, con il suo Partito popolare per la libertà e la democrazia, esce vincente dai sondaggi.

Fonte: De Standaard →
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