Giovedì, 18 Luglio 2024

Hillary Clinton nella bufera: "Lo scandalo email può davvero costarle la candidatura"

"Non ha ancora annunciato se correrà per la presidenza - scrive il Washington Post - ma lo spettacolo degli anni dei Clinton è fiorito un'altra volta, riportato a galla dalle controversie sull'uso che ha fatto di una casella di mail privata, invece di quella ufficiale, quando era segretario di Stato"

Il Washington Post attacca frontalmente Hillary Clinton: "Il circo è di nuovo in città". E non è un affare da poco. Negli Usa per autorevolezza il Washington Post è generalmente considerato secondo solo al New York Times. E la corsa della Clinton alle presidenziali del 2016 potrebbe finire prima del via.

"Non ha ancora annunciato se correrà per la presidenza - scrive il Post - ma lo spettacolo degli anni dei Clinton è fiorito un'altra volta, riportato a galla dalle controversie sull'uso che ha fatto di una casella di mail privata, invece di quella ufficiale, quando era segretario di Stato". La sua difesa tuttavia non dovrebbe soddisfare i suoi oppositori o mettere fine alle domande, secondo il quotidiano..

Ma mentre Clinton ieri ha celebrato il suo intervento alla conferenza di Pechino nel 1995 - quando tenne un discorso sui diritti delle donne - il "ritorno agli anni '90" potrebbe riportare in luce il lato meno limpido della politica di quel periodo. Inoltre lo scandalo legato alle mail riporta l'attenzione su una serie di altre vicende controverse che in passato hanno coinvolto la presidenza di Bill Clinton. Proprio questi ricordi potrebbero giocare a sfavore della candidatura di Clinton alla Casa Bianca. Lo hanno già fatto nel 2008, quando alle primarie fu sconfitta da Barack Obama, un volto nuovo che prometteva all'America (e ai democratici) di voltare pagina.

"Vi ricordate il Whitewater? Il Filegate? Il Travelgate? Il Pardongate?", ha chiesto l'ex stratega di Clinton, James Carville, nel corso di un dibattito sul canale MSNBC. Tutti scandali e pseudo-scandali che hanno coinvolto la famiglia Clinton e che - scrive il Washington Post - raccontano una presidenza che va avanti come fosse in guerra perenne.

Obama nel 2008 aveva dato a Hillary Clinton la chance di ripulire la sua immagine, affidandole la guida del dipartimento di Stato. Ma il nuovo scandalo ridà forza all'impressione che ha una inclinazione per la segretezza. Questione - continua il Washington Post - non negata neppure dalle recenti domande sui finanziamenti alla Clinton Foundation, ripresa più volte per mancanza di trasparenza e onestà.

Non è la prima volta che Clinton convoca una conferenza stampa per difendere le sue scelte etiche. Già nel 1994 aveva passato più di un'ora a rispondere alle domande sull'investimento (che non andò a buon fine) immobiliare in Arkansas conosciuto come lo scandalo Whitewater. Ma proprio la scelta di parlare dalle Nazioni Unite è stata criticata dai repubblicani: "Un altro esercizio di limitazione della trasparenza", ha detto Michael Short, portavoce del Republican National Committee. Clinton infatti avrebbe scelto all'ultimo di parlare dall'Onu, "il luogo più difficile a cui accedere per un reporter: le Nazioni Unite", ha concluso Short.

Fonte: Washington Post →
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