Domenica, 25 Luglio 2021

Schettino, le prime parole dal carcere: "Ho pulito il bagno sporco, ricomincio da mozzo"

Ha anche spiegato perché si è presentato al penitenziario romano di Rebibbia e non altrove: "C'è una ragione per tutto questo, ed è che non volevo che mia figlia dovesse fare la fila per venirmi a trovare a Poggioreale. Napoli è la sua città, magari qualcuno avrebbe potuta riconoscerla. E volevo evitarle quest'altro dolore"

Ora, dopo la conferma della condanna definitiva a 16 anni di carcere, Francesco Schettino si trova in una cella minuscola con altri tre detenuti. 

Aldo Di Biagio, senatore indipendente all'interno del gruppo di Area Popolare, lo ha incontrato e ha raccontato come sta in queste ore l'ex comandante della Costa Concordia, naufragata all'Isola del Giglio.

Al senatore, Schettino ha confidato: "È come se fossi ritornato mozzo. Del resto ho cominciato dal basso e sono diventato comandante. Ma già la notte di gennaio in cui mi hanno messo in cella di sicurezza a Orbetello, dopo il naufragio, mi è sembrato di ritrovarmi proprio nella vecchia stanzetta da giovane marinaio. Così, non appena sono entrato qui a Rebibbia, ho pulito il bagno che era sporco, e ho pensato: ok, bisogna reagire. Ricomincio da mozzo".

Parole dove si mescolano speranza e disperazione, quelle del capitano, commenta Libero.

Schettino ha spiegato perché si è presentato al penitenziario romano di Rebibbia e non altrove. "Prima avevo deciso di costituirmi a Bollate, a Milano. Ma poi, visto che ero venuto nella Capitale per stare lontano dal mio Paese, ho preferito Rebibbia. C'è una ragione per tutto questo, ed è che non volevo che mia figlia dovesse fare la fila per venirmi a trovare a Poggioreale".

"Napoli è la sua città, magari qualcuno avrebbe potuta riconoscerla. E volevo evitarle quest'altro dolore".

Fonte: Libero →
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