Sabato, 8 Maggio 2021

Milioni di test per la scuola: “Tamponi salivari una volta a settimana a tutti gli studenti"

La proposta di Abrignani (Cts) sul ritorno in classe: il governo pensa a ingressi scaglionati nelle aule. "Solo così il rientro sarà in sicurezza"

Il governo Draghi pensa alla ripartenza della scuola dopo le riaperture dal 26 aprile e fissa la data di maggio per il "Tutti in classe". E prepara in queste ore un piano che proverà ad ammortizzare i rischi del ritorno il classe. Prevede ingressi in fasce orarie differenti negli edifici scolastici, test a tappeto per rintracciare le positività, scrutini anticipati al primo giugno. 

E se la riapertura è un rischio "ragionato", la scuola rappresenta l’incognita più pesante di questo azzardo calcolato. Il Cts ha stimato che la ripresa in presenza potrebbe provocare un aumento dell’Rt compreso in una forbice tra lo 0,15-0,2 dell’indice di trasmissione del contagio. Per questo e Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico, in un'intervista a Repubblica propone i test salivari a dieci milioni di studenti da fare una volta a settimana. "Da parte nostra c’è una proposta concreta sul tavolo. Poi sarà il governo a decidere. Volendo si potrebbe partire fra due o tre settimane", dice.

I test salivari non sono invasivi come i tamponi nasali, spiega Abrignani. "Sono antigenici, quindi rapidi, e molto semplici da eseguire. Danno il risultato in cinque minuti. Non sono ovviamente precisi come i tamponi molecolari, ma per gli screening su grandi numeri sono un aiuto valido. Possiamo pensare a test ripetuti una o due volte alla settimana su tutti gli studenti". E ne avremo abbastanza per farli a tutti: "La capacità produttiva a livello mondiale ormai c’è. Gli Stati Uniti hanno in programma di usarne 500 milioni alla settimana, la Germania alcune decine di milioni. In Italia si potrebbe partire con 10 milioni a settimana, da usare in parte nelle scuole fra gli studenti, che non sono vaccinati, e in parte per far ripartire alcuni settori dell’economia. Li possiamo fare all’ingresso di ristoranti, cinema, teatri, sempre mantenendo le regole del distanziamento all’interno. Il costo, su grandi numeri, è 4-5 euro a test". 

Il decreto di Draghi sulle riaperture dal 26 aprile: lo scontro sullo stato d'emergenza fino a luglio e sul coprifuoco

La proposta non è nuova ma questa potrebbe essere la volta buona: "A settembre, quando abbiamo iniziato a pensarci, avevano una sensibilità del 40%. Ora è salita al 94-95%. Vengono usati anche in alcune aziende per il personale che non può lavorare da casa".

Fonte: La Repubblica →
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