Giovedì, 13 Maggio 2021

Scuole chiuse: quali sono le province a rischio?

Quali sono le zone dove gli istituti potrebbero chiudere dopo il Dpcm 2 marzo che conferisce la scelta alle Regioni? Secondo i calcoli le province a rischio sono 24, mentre altre venti sono vicine alla soglia di allerta

Quali sono le province in cui le scuole rischiano di chiudere? Il Dpcm 2 marzo 2021 del governo Draghi sancisce una nuova regola per la chiusura degli istituto scolastici: le scuole sono chiuse nelle regioni in zona rossa, mentre nelle zone arancioni e gialle verranno chiusi gli istituti che hanno più di 250 contagi sul territorio ogni 100.000 abitanti da almeno una settimana oppure che negli ultimi sette giorni hanno osservato esplodere i casi; oppure, ancora se, con provvedimenti restrittivi già presi, scoprono in casa una delle varianti. Nel Decreto sostegno ci saranno risorse retroattive per i congedi parentali (200 milioni di euro), da gennaio in avanti, e anche risorse per la didattica a distanza. In quali province attualmente le soglie sono superate?

Il Corriere della Sera oggi cita un'analisi di Youtrend sui dati del bollettino della Protezione civile e non su quelli dell’Iss che conteggiano solo i tamponi molecolari per dire che sono 24 le Province in cui i governatori potrebbero proporre la chiusura di tutte le scuole: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Chieti, Como, Forlì, Frosinone, Imperia, Macerata, Mantova, Modena, Monza e Brianza, Pescara, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Siena, Trento, Udine, Verbano-Cusio-Ossola. Secondo il quotidiano poi ce ne sono altri venti in cui i contagi sono già oltre i 200 ogni 100.000 abitanti e tra queste c’è anche Milano, assieme ad Arezzo, Ascoli Piceno, Caserta, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Lecco, Lucca, Massa-Carrara, Napoli, Parma, Pavia, Perugia, Prato, Taranto, Torino, Varese, Vercelli.

Il nuovo Dpcm 2 marzo 2021 e le regioni verso la zona arancione scuro e rossa

Repubblica invece cita, sempre sulla scorta dei dati della Protezione civile,  partendo dal Nord-Ovest, la provincia di Imperia, poi quella di Verbano-Cusio-Ossola, ancora Brescia, Como, Mantova e Monza, quindi Trento e Udine, continuando con Bologna, Modena, Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, proseguendo con Pistoia e Siena e infine Frosinone: queste sono tutte fuori parametro. Nell'elenco rientrano anche Bolzano, Chieti e Pescara, Ancona e Macerata, Salerno e Bari che non rispettano i nuovi valori voluti dal Comitato tecnico scientifico.

In queste sette province, però, e in altre diciotto le lezioni in presenza erano già state inibite dai presidenti delle sette regioni che le ospitano con decisioni prese in autonomia dai governatori, prima di questo Dpcm di governo. Ecco, 43 province italiane su 107 (più alcune centinaia di comuni autonomamente) da sabato terranno alunni e studenti a distanza. Nel Paese già oggi metà dei ragazzi delle scuole superiori seguono da casa, il mai abolito limite del 50 per cento: si può ipotizzare, così, che dalla seconda settimana di marzo avremo cinque milioni di studenti in Dad.

Secondo il nuovo Dpcm le chiusure “possono” essere adottate. La Stampa spiega oggi che l’obbligo non c’è, ma fanno sapere dalla Salute che le mancate chiusure al superamento di quel parametro dovrebbero essere poi giustificate dai governatori. Secondo i calcoli del giornale torinese sopra il limite di guardia sono già 24 province e altre 20 si stanno avvicinando alla soglia. Intanto l'agenzia di stampa Ansa scrive che da lunedì 8 marzo oltre 6 milioni di studenti potrebbero seguire le lezioni da casa, se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, secondo quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo. La proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza la fa la rivista specializzata Tuttoscuola e potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in DaD.

Fonte: Corriere della Sera →
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