Venerdì, 18 Giugno 2021
Clima e contagio

La seconda ondata è tutta colpa del freddo?

L’epidemiologo Martin Blachier, fondatore di Public Health Expertise: "La nostra ipotesi è che l’arrivo del clima autunnale sia un fattore decisivo nell’impennata dei contagi. Ci aspetta un inverno durissimo"

La seconda ondata era quasi una certezza, ma nessuno la ipotizzava così vasta, potente, diffusa e al momento inarrestabile. L’epidemiologo Martin Blachier, in un'intervista a Repubblica, prova a spiegare che cosa sia successo nelle ultime settimane. La situazione in Europa è drammatica: lockdown in Francia e Germania, con l'Italia che potrebbe presto prendere decisioni simili.

Il numero dei casi di contagio in Germania nelle ultime 24 ore è stato pari a 16.774, per un totale di 481.013 infezioni dall'inizio della pandemia, secondo il Robert Koch Institute. Il dato giornaliero è il più alto di sempre per il Paese. La Francia ha ufficializzato 36.437 nuovi casi di coronavirus. Lo indicano i dati del Ministero della Salute e della sanità pubblica francese. Il giorno prima, 33.417 persone erano risultate positive

La seconda ondata "è colpa" del freddo?

"Il virus è improvvisamente esploso. Ancora non capiamo come sia potuto succedere". Blachier non esclude che il freddo piombato (come ogni autunno...) su parte dell'Europa abbia giocato un ruolo in  questo trend, le temperature sono scese di 15, 20 gradi: "La nostra ipotesi - spiega il fondatore di Public Health Expertise - è che l’arrivo del freddo sia un fattore decisivo nell’impennata dei contagi".

"Non c'è alcuna ragione di credere che il freddo possa uccidere il nuovo coronavirus" Sars-Cov-2 diceva a settembre l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Europa, smontando una fake news ancora diffusa. "La temperatura corporea va dai 36,5 ai 37 gradi indipendentemente dalla temperatura esterna e dal clima - spiega l'Oms - Il modo più efficace per proteggersi dal nuovo coronavirus resta quello di lavare frequentemente le mani con gel igienizzanti o con acqua e sapone". Il freddo potrebbe anzi avere avuto un ruolo nelle ultime settimane.

L'analisi comparata dei dati del contagio e dei bollettini meteo sembrerebbe confermarlo: "A partire dal 4 ottobre - spiega - osserviamo un balzo del virus anche nelle zone dove la curva stava scendendo grazie alle restrizioni. I contagi si moltiplicano per 5 rispetto a due settimane prima.[...]  Tra il 29 settembre e il 1° ottobre c’è stato una forte perturbazione, con pioggia e freddo. E dopo pochi giorni abbiamo visto l’impennata dei contagi. C’è stato un dibattito scientifico sul fatto che fosse o meno un virus stagionale, ora non ci sono più dubbi".

Il Sars-Cov-2 sembra essere più resistente negli ambienti freddi e la vita sociale in autunno si trasferisce in ambienti chiusi: "Inoltre, il sistema immunitario si indebolisce. Abbiamo una miriade di ipotesi che puntano nella stessa direzione: ci aspetta un inverno durissimo". Fatto sta che fino a ora le previsioni dei più competenti esperti di tutto il mondo sono state stravolte dall'impatto di questa seconda ondata

"Oggi, senza un lockdown totale, avremmo una curva che continua a salire fino a febbraio, con più morti della prima ondata, anche se la mortalità è diminuita".

Blachier ritiene che un lockdown con scuole aperte sia una soluzione ragionevole: "Io penso non ci sia un impatto decisivo (delle sccuole, ndr) sull’epidemia".

Fonte: La Repubblica →
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