Lunedì, 8 Marzo 2021
Sarà dura

Seconda ondata, la curva è "congelata": che cosa succederà

Sì, i numeri ora "scendono", siamo probabilmente al massimo per gli infetti e sarebbe stato ormai superato anche il massimo dei ricoveri in terapia intensiva. Ma sarà un dicembre durissimo, per gli esperti il miglioramento dei dati sarà netto soltanto più avanti

Con in media quasi 29mila casi al giorno negli ultimi 7 giorni sembra difficile pensare positivo: ma il virus sta davvero rallentando la sua corsa in quasi tutte le regioni italiane, l'indice Rt scende (anche se più lentamente di quanto si sperasse), e anche i ricoveri in terapia intensiva sono numericamente più gestibili. Situazione sempre pesante, ma si vede una luce in fondo al tunnel. Con 700-800 vittime al giorno la cautela è doverosa. 

Seconda ondata: siamo in pieno "plateau", quando finirà

I sacrifici "sono necessari, non possiamo abbassare la guardia, gli italiani sono consapevoli che sarà un Natale diverso, ci dobbiamo adattare a queste circostanze, trascurare l'emergenza significherebbe trovarci con una terza ondata a gennaio" ha detto il premier Giuseppe Conte intervistato ieri sera al Tg5. "Dobbiamo cercare di vivere un Natale diverso ma con il senso di responsabilità che contraddistingue la comunità italiana" ha concluso.

“La curva dei contagi ormai si sta raffreddando, anzi, come ci piace dire, si sta congelando” fa sapere il Commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Un cauto ottimismo dettato dall ’ormai evidente stabilizzazione (ma non ancora discesa) del numero dei nuovi contagi giornalieri. Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi di Milano, esprime fiducia: “I dati sull’epidemia – è la sua analisi –confermano una stabilità. Siamo al plateau. Vedo una situazione che, però, non ci prospetta un’immediata fuoriuscita". Insomma, forse "tra una settimana" secondo l'esperto ci saranno netti segnali di miglioramento. Non oggi, non domani. 

"Abbiamo dei valori stabili – spiega – che sono in qualche modo positivi seppure non proprio soddisfacenti. Vediamo qualche piccola scintilla di luce, se escludiamo il dato drammatico dei decessi che, però, sono originati dalla fase espansiva, esponenziale dell’epidemia”.

La realtà, come nota il Fatto Quotidiano, è che la curva comincia a scendere, siamo probabilmente al massimo per gli infetti e sarebbe stato ormai superato anche il massimo dei ricoveri in terapia intensiva e nelle ospedalizzazioni. 

Perché non bisogna dare nulla per scontato

Ma bisogna restare sul pezzo. La discussione che va avanti da settimane (settimane!) sul prossimo Natale appare fuori fuoco. Il motivo lo spiega il sempre lucido Paolo Spada sulla pagina Facebook "Pillole di ottimismo". "Si proietta tutto in avanti, come se fosse già tutto passato: si parla di terza ondata, di feste di Natale, gennaio, vaccini e quant’altro. Intendiamoci: ci sta. È naturale guardare oltre, ora che l’onda sta passando. Ma non vorrei che si dessero troppe cose per scontate, e che le ulteriori restrizioni venissero mal digerite da chi considera ormai la situazione attuale paragonabile a quella di luglio e agosto"

"Ora, il punto è che non partiremo dai livelli estivi: per bene che vada, partiremo da livelli ben superiori".

Restare ai dati, ai numeri: capire a quali livelli di nuovi casi quotidiani si può sperare di arrivare, prima di affrontare il possibile effetto dello shopping natalizio. La luce in fondo al tunell c'è, la vedono e la vediamo tutti: ma è solo unp spiraglio.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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