Martedì, 20 Aprile 2021

Il premier Shinzo Abe si ferma per curarsi dopo 147 giorni di lavoro: ma il Giappone lo critica

Il primo ministro giapponese soffre di colite ulcerosa. L'opposizione incalza e si pensa già a un sostituto  

Ha lavorato 147 giorni consecutivamente, ma da quando ha deciso di prendersi una pausa di tre giorni per curarsi e riposarsi, c'è già chi parla di sostituirlo. Shinzo Abe, 66 anni, primo ministro giapponese, sta facendo discutere il suo paese, la cui popolazione è nota per la solerzia e la tendenza al "super-lavoro". Abe, che dall'età di 17 anni soffre di colite ulcerosa, malattia che tiene sotto controllo grazie a un farmaco innovativo, è stato costretto a recarsi in ospedale due volte nel giro di due settimane e, secondo il suo entourage, venerdì prossimo terrà una conferenza per un aggiornamento sulle sue condizioni. 

L'opposizione incalza

La preoccupazione generale è che il premier, dopo le voci sul suo stato di salute, non riesca a proseguire nel suo mandato, in scadenza a ottobre 2021. Se Abe dovesse lasciare il suo posto prima di allora, rimarrebbe in carica e questo porterebbe all’elezione di un nuovo leader da parte del Partito Liberal Democratico (LDP) al potere. Per una sostituzione temporanea invece, il suo più probabile successore sarebbe il vice, Taro Aso, che ricopre anche l'incarico di ministro delle Finanze. Timori sollevati in particolare dall'opposizione che, dopo averlo criticato pesantemente per la gestione "troppo attendista" della pandemia, incalza e non esita a disapprovare Abe per essersi preso una pausa dopo quasi cinque mesi di lavoro ininterrotto. 

"Non cederò"

Ciò che si teme è che le sue condizioni di salute si siano aggravate. "Tornerò a lavorare, proverò a non cedere" aveva detto il premier ai giornalisti assiepati davanti a casa, in seguito al suo primo check-up, lo scorso 18 agosto, alla clinica universitaria di Keio. Il premier si è infatti sottoposto ad accertamenti ed esami approfonditi che sono durati oltre sette ore. La volontà di tenere duro da parte sua c'è dunque, anche e soprattutto - come suggeriscono i suoi più stretti collaboratori - per via del difficile periodo che il Giappone, così come tutto il mondo, sta vivendo a causa della pandemia. Ma le voci sul suo conto non sono rincuoranti: da settimane Abe appare spossato, non partecipa più a conferenze stampa e incontri pubblici e in varie occasioni è stato costretto a lasciare il suo ufficio per qualche ora. Chi gli è più vicino, lavorativamente parlando, auspica per lui un lungo periodo di riposo. Ma convicere Abe, questa volta, non sarà facile. 

Le dimissioni già nel 2007

Nel 2007 il premier giapponese, per una crisi acuta della malattia, fu infatti già costretto a lasciare il suo mandato e ora si teme possa verificarsi la stessa situazione. Anche se dimettersi allora fu per lui una grande umiliazione e il suo staff è pronto a giurare che non ripercorrerebbe la stessa strada. Soprattutto in questo momento: il Giappone sta infatti vivendo un "anno nero". Il crollo verticale del Pil, peggiorato dall'impatto del covid, il rinvio delle Olimpiadi al prossimo anno e l'intensa ondata di caldo con temperature record che hanno causato molti morti, non hanno aiutato i sondaggi che riguardano il gradimento del premier, sceso al 34% con un 47% dei giapponesi che dicono apertamente di non amarlo. E pensare che proprio il 24 agosto Abe ha festeggiato il record di 2799 giorni consecutivi in carica: numeri che fanno di lui il primo ministro più longevo nella storia del Giappone. 

Fonte: Washington Post →

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