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Venerdì, 20 Maggio 2022

Shoah: 69 anni fa il rastrellamento degli ebrei di Roma

Il 16 Ottobre 1943 la deportazione di oltre mille ebrei romani verso i campi di sterminio nazisti

All'alba di 69 anni fa avvenne a Roma il rastrellamento degli ebrei dal ghetto di Roma e da altre zone della Capitale, condotta dalle truppe di occupazione naziste con la collaborazione delle autorità della Repubblica Sociale Italiana.
Quel giorno oltre mille persone furono fermate dai tedeschi e condotte, temporaneamente, nel campo di Fossoli, in provincia di Modena, che divenne il luogo di transito verso i lager dell'Europa orientale, in cui trovarono la morte circa ottomila ebrei italiani.
Il rastrellamento, seppur compiuto in maniera diretta dalle forze di occupazione nazista, era stato preparato in Italia dal regime fascista, che aveva in precedenza emanato, nel 1938, le leggi razziali che, tra l'altro, escludevano gli ebrei dalle scuole, da molte professioni, dalla vita sociale.

Quel 16 ottobre alle 5,30 del mattino, un folto numero di SS, circondò il ghetto piombando nelle abitazioni degli ebrei, cacciandoli poi a forza nei camion. Anche negli altri quartieri di Roma le operazioni iniziarono verso le 9,30. Tutto si concluse intorno alle 14. Gli arrestati furono in totale 1.268. I prigionieri furono inizialmente trasferiti nella Scuola Militare di via della Lungara dove trascorsero due giorni tra paura, speranze, illusioni.

Un testimone diretto, allora bambino, Bruno Rusticali, di padre ariano» ma di madre ebrea così ricordò quei drammatici avvenimenti. "Due SS - raccontò al Corriere della Sera - piombarono nel nostro appartamento di piazza Vittorio mentre eravamo soli, noi tre fratelli. Caricati su un camion e raggiunti fortunosamente e fortunatamente da nostro padre venimmo scaricati alla Scuola Militare. Lì, con altri bambini, giocammo nel cortile. Verso sera un ufficiale delle SS ordinò a tutti di allinearsi al muro, secondo tre gruppi: ebrei, misti, "ariani". Al controllo, mio padre mostrò il suo documento comunicando all' ufficiale che noi eravamo suoi figli ovviamente senza documenti. Il militare, sospettoso, si avvicinò a noi e con la mano, alzandoci il mento, ci scrutò attentamente il viso e la capigliatura (per nostra fortuna eravamo tutti e tre biondi); convinto, esclamò: andate via. Così scampammo alla morte».

Alla fine dei controlli vennero liberati 252 degli arrestati; ne rimasero 1016. La mattina del 18 ottobre, chiusi tutti in vagoni piombati, dalla stazione Tiburtina vennero deportati ad Auschwitz. Giunti a destinazione, scelti per il lavoro 149 uomini e 47 donne, gli altri furono uccisi nelle camere a gas. Terminata la guerra tornarono solamente 15 uomini e una donna.

Stasera a Roma, alle ore 18.30, una marcia silenziosa organizzata dalla Comunità di S. Egidio si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, La Manifestazione si concluderà alle ore 19.45 in Largo 16 ottobre 1943, accanto alla Sinagoga Prenderanno la parola: Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Renzo Gattegna, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Marco Impagliazzo, Presidente Comunità di Sant'Egidio, Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, Mario Monti, Presidente Consiglio dei Ministri. Il Presidente Mario Monti dalle ore 18,30 alle 19,45 si recherà in visita ufficiale alla Comunità Ebraica di Roma e alla Sinagoga.

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