Martedì, 1 Dicembre 2020

"Troppi italiani si precipitano a fare il tampone: ecco quando serve davvero"

Sileri: "Vedo una corsa troppe volte ingiustificata ai test. Prima di invocare lockdown nazionali, che sinceramente non vedo all’orizzonte, aspettiamo ancora 10-14 giorni"

Pierpaolo Sileri, medico e viceministro della Salute, lo dice senza girarci troppo intorno: "Vedo una corsa troppe volte ingiustificata al tampone". Ci sono tempi da rispettare, al di là delle difficoltà logistiche che purtroppo vengono quotidianamente segnalate in tutta Italia: "Se hai avuto un contatto stretto devi metterti in quarantena per 10 giorni e poi fare il test. Prima si rischia di non rilevare il virus che è ancora in incubazione e di infettare i propri familiari" dice al quotidiano La Stampa, intervistato da Paolo Russo.

Sileri: "Non vedo lockdown nazionali all'orizzonte"

Le code per fare tamponi ai drive in e negli ospedali, che per qualcuno durano anche intere giornate, sono un problema grosso secondo lui: lì "si rischia anche di contagiarsi sul serio". Poi lancia messaggi di buonsenso: non è all'orizzonte un lockdown nazionale: il virus "sicuramente in alcune aree del Paese corre molto più veloce della umana capacità di tracciamento. E li siamo già passati da una strategia di contenimento a una di mitigazione del rischio con misure più stringenti.

"Ma prima di invocare lockdown nazionali, che sinceramente non vedo all’orizzonte, aspettiamo ancora 10-14 giorni per vedere l’effetto delle misure adottate da ordinanze regionali e Dpcm".

L'obiettivo immediato adesso è non far collassare le terapie intensive.

Basta il coprifuoco o in alcune grandi città un vero lockdown sarà inevitabile? "Se basterà o meno lo scopriremo tra due settimane - dice Sileri - Credo però che bisognerà fare altro. Prima di tutto potenziare il trasporto pubblico, ad esempio utilizzando i bus turistici. Ma servirà anche potenziare i controlli sui mezzi,dove nonè possibile far viaggiare persone senza mascherina".

Un lockdown "morbido" tra dieci giorni? 

Qual è la linea Maginot oltre la quale c’è il lockdown nazionale?  "Non c’è un numero preciso",  assicura il viceministro, ma valutazioni fatte sulla base di decine di indicatori. In ogni caso per Sileri arriverà prima la cura che il vaccino:

"Già ora siamo capaci di intervenire più efficacemente con cortisone, eparina e in alcuni casi antivirali".

Fonte: La Stampa →
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