Mercoledì, 23 Giugno 2021

"Vieni a lavorare in smart working in Grecia e pagherai metà tasse"

L'offerta di Atene: un progetto di legge che consentirà di trasferirsi a lavorare sotto il Partenone o in un’isola vista Egeo

Repubblica racconta oggi in un articolo a firma di Ettore Livini l'idea meravigliosa che si è messa in testa la Grecia: invitare i cittadini ellenici che vivono all'estero ma anche gli altri europei a venire a lavorare in smart working nel paese, invogliandoli con un taglio delle tasse:

Il piano di Atene (vale solo per il 2021) punta in prima battuta a facilitare il rimpatrio degli 800 mila cittadini ellenici che vivono all’estero. Ma l’obiettivo è anche quello di cercare di attirare nel paese gli orfani della Brexit e altri cittadini europei che durante il Covid-19 hanno scoperto che le tecnologie digitali consentono di lavorare – e bene – anche in remoto. La mossa ellenica non è una novità assoluta. Anzi.

Il boom dello smart working ha accelerato la corsa (già iniziata da tempo) al portafoglio e ai versamenti fiscali dei nomadi digitali, le persone che – lavorando per lo più in remoto – possono scegliere qualsiasi angolo del mondo come loro residenza, anche erariale.

Ma non c'è solo la Grecia: anche Bermuda, Barbados, Georgia ed Estonia hanno varato leggi simili. Solo che trasferirsi a Barbados è un po' complicato: : bisogna pagare 3 mila dollari di tassa di soggiorno e dimostrare di avere un reddito annuale di almeno 50 mila dollari. Poi però si avrà in regalo un anno ad aliquota zero. 

L’Estonia ha invece un piano di e-residency cui hanno aderito già 70 mila persone. Bisogna avere in questo caso almeno 3.350 dollari di stipendio mensile e voilà, il gioco è fatto: in palio c'è una tassazione low-cost al 20%.

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Fonte: La Repubblica →
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