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Lunedì, 24 Giugno 2024

Il "sogno" Ikea è un "incubo" dal quale il sistema economico e sociale italiano deve svegliarsi

Dario Di Vico, sul Corriere della Sera, analizza l'importanza economica e sociale di Ikea nel nostro paese

Con una battuta potremmo dire che l'Ikea si avvia a diventare la nuova autobiografia di una nazione (l'Italia)

Inizia così la riflessione di Dario Di Vico pubblicata sul Corriere della Sera, che prende spunto dall'ultimo fatto di cronaca legato alla multinazionale svedese nel nostro paese.

La nostra politica locale si è accorta dell'onnipresenza Ikea e ha capito che le decisioni che riguardano gli svedesi sono elettoralmente sensibili, vengono analizzate al microscopio dalle varie constituency e possono decidere della sorte di un sindaco

Partendo dalla denuncia delle pressioni dei politici sulle assunzioni dei dipendenti nel nuovo punto vendita di Chieti, Di Vico va oltre, fino a definire Ikea come "il nostro specchio".

Quando si nominano gli svedesi davanti a una platea di industriali e artigiani del mobile brianzoli seguono sempre sorrisini imbarazzati. Perché lo straordinario successo della multinazionale gialloblù rappresenta per il made in Italy un clamoroso autogoal. Se c'era un sistema Paese che avrebbe dovuto dotarsi di una catena commerciale capace di attirare nei propri saloni consumatori di tutti i target questo è sicuramente il nostro. Siccome non abbiamo una sufficiente cultura della vendita retail abbiamo preso un ceffone dagli svedesi, poi un altro dai francesi (Decathlon/articoli sportivi) e un altro ancora dagli spagnoli (Zara/abbigliamento). E speriamo di fermarci qui

Il potere, non solo economico ma anche nell'immaginario collettivo, è quindi la testimonianza di un fallimento economico, sempre collettivo, del nostro paese.

Un'analisi impietosa, estrema, ma così sono i numeri:

Più di un anno fa a Catania davanti a un bando di 240 assunzioni si erano registrate 24 mila domande in sole 72 ore. Calcolarono che avendo Catania e dintorni una popolazione di 600 mila persone almeno il 13% degli etnei coltivava il sogno di diventare commesso, magazziniere, telefonista, contabile, cameriere dell'Ikea

Ikea come un sogno. Ikea come un incubo.

Fonte: Corriere.it →
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