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Mercoledì, 29 Maggio 2024

Sospensione di 15 giorni per i prof senza Green Pass?

La proposta di Giannelli (Associazione nazionale dei presidi): "Non è una sanzione. Chi non ha il green pass è come se non fosse più abilitato al suo lavoro, perché il green pass è un requisito per i dipendenti della scuola"

Il suono della prima campanella si avvicina. Chi controllerà il green pass a scuola? E come fare per sostituire tutti quei docenti che non ne sono provvisti? I dubbi non mancano. "Sono preoccupato per le supplenze per sostituire chi non ha il green pass. Non credo che nei primi giorni di riapertura ci saranno difficoltà di gestione dei controlli del green pass: nelle scuole ci saranno poche persone. Altro sarà quando riprenderanno le lezioni e le scuole saranno piene". A lanciare l'allarme è Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, in un'intervista al 'Corriere della Sera'. I supplenti, spiega, "dovrebbero prendere servizio senza sapere se l'insegnante che sostituiscono il giorno dopo si presenta col tampone. La sospensione per chi non ha il green pass scatta solo dopo quattro giorni di assenza ingiustificata. Ma supplenze senza la certezza delle durata non le accetterà nessuno".

La proposta di Giannelli (Associazione nazionale dei presidi)

"L'obbligo di vaccinazione sarebbe stata una soluzione, ma ora si potrebbe, in sede di conversione del decreto del 6 agosto, prevedere che chi non ha il green pass venga sospeso per quindici giorni e sostituito da un supplente". "Non è una sanzione - sottolinea Giannelli - Chi non ha il green pass è come se non fosse più abilitato al suo lavoro, perché il green pass è un requisito per i dipendenti della scuola. Se nei quindici giorni fa il vaccino o il tampone, riacquista il requisito". E sul rischio Dad, conclude: "In Dad, con le attuali norme, tornano tutti gli studenti della classe quando c'è un compagno o un prof positivo. Mi chiedo se per gli studenti oltre i dodici anni che sono in gran parte vaccinati non si possa prendere in considerazione l'ipotesi di ridurre il periodo di isolamento a tre o quattro giorni. Penso che si potrebbe fare almeno nelle zone dove il tasso di vaccinazione è molto alto".

Presidi non da oggi quindi in allarme: "Il meccanismo di sostituzione del docente che non potrà entrare a scuola se sprovvisto di Green Pass valido è difficoltoso da mettere in atto. E' impensabile che un supplente accetti una chiamata di sostituzione senza avere indicazioni certe sul termine di durata del contratto. L'incarico potrebbe infatti durare un solo giorno, dal momento che il titolare potrebbe presentare green pass valido il giorno successivo. Lo stesso dicasi per la sospensione al quinto giorno. Se il docente sospeso si presenta il giorno dopo la sospensione con una certificazione valida, può rientrare in servizio" diceva 24 ore fa all'Adnkronos Giannelli. Avendo già lo scorso agosto denunciato la problematica, adesso domanda provocatoriamente: "E' pensabile che un supplente dal sud Italia si trasferisca al nord per un solo giorno di incarico?"

Secondo il presidente nazionale dei dirigenti scolastici, "il problema sono i presupposti stessi di rilascio della certificazione verde". Risolvibili? "Si potrebbe stabilire in sede di conversione del decreto un numero di giorni di sospensione minimo e tale da rendere appetibile la supplenza per chi deve assumerla. Ma finché non ci sarà la conversione in legge non sarà possibile modificare queste regole. Dunque al rientro potremmo trovarci a dover gestire 100mila docenti senza Green Pass un giorno ed il rischio di perdere 350mila ore di lezione, calcolate su una media di tre ore e mezzo di lezione al giorno per docente per la secondaria di primo e secondo grado".

Più gestibile la situazione per le primarie, dove la media di lezione per docente è di circa 5 ore "ma non c'è la stessa difficoltà nel reperimento di supplenti". "Bisogna auspicare - prosegue Giannelli - che tutti comprendano l'importanza della vaccinazione e che si vaccinino il prima possibile altrimenti assisteremo ad un considerevole danno e pregiudizio per il diritto all'istruizione. C'è ancora tempo per correre a ripari". In attesa di ciò rischiano di pagare l'assenza di indicazioni certe sul termine di durata del contratto di supplenza "soprattutto le scuole del nord, perché i supplenti vengono dal Meridione"

Fonte: Corriere della Sera →
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