Sostanze "tossiche" nei pannolini usa e getta? Non proprio: ecco come stanno le cose

In Francia l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Paese (Anses) chiede ai produttori di eliminare profumi, diossine e idrocarburi aromatici: "Ma non ci sono prove di pericolo"

Sarebbero state trovate sostanze chimiche potenzialmente "rischiose" nei pannolini usa e getta per bambini in Francia. Le sostanze in questione sono profumi, diossine e idrocarburi aromatici: l'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Paese (Anses) chiede ai produttori di eliminarli, nonostante - e va rimarcato - non esista a oggi alcundato epidemiologico che metta in evidenza un collegamento tra gli effetti sanitari e l'uso dei pannolini. Oltralpe i pannolini usa e getta costituiscono il 95% del mercato di settore. Gérard Lasfargues, che guida l'Anses, spiega che "non possiamo escludere un rischio, perché si osserva un superamento delle soglie sanitarie per alcune sostanze". Nessun allarme quindi, nessun emergenza, ma un tema che è giusto affrontare. 

Sostanze potenzialmente "rischiose" nei pannolini usa e getta in Francia

Al centro dell'attenzione degli esperti sono finiti due profumi, idrocarburi aromatici policiclici, e diossine o furani. Il ministero della Salute, che ha incontrato distributori e produttori di pannolini, sottolinea che "non ci sono prove di un pericolo grave e immediato" ma "si esige che i produttori e i distributori prendano entro 15 giorni impegni per eliminare queste sostanze dai pannolini". 

Le sostanze non sono pericolose di per sé, a quel che scrive la stampa francese, ma a seconda delle condizioni di utilizzo lo potrebbero diventare: si calcola "la quantità assorbita in funzione del tempo di impiego, del numero di pannolini indossati, fino a 36 mesi, messi a confronto con i valori di tossicità di riferimento per ciascuna delle sostanze", ha aggiunto Lasfargues, precisando che un neonato usa da 3.800 a 4.800 pannolini.

Le richieste alle aziende produttrici dell'Anses

L'Anses chiede poche semplici cose alle aziende produttrici: eliminare i profumi, più controlli sulla "qualità dei materiali utilizzata" e infine modificare "i processi di produzione che potrebbero essere all'origine della formazione di alcune sostanze". Molte aziende si sarebbero già adeguate, e molte pubblicano integralmente le analisi tossicologiche sui propri prodotti: più trasparenza nelle informazioni da fornire ai consumatori è sempre una buona idea.

Fonte: Le Figaro →

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