Giovedì, 28 Ottobre 2021

Spesa gratis per le famiglie in difficoltà in cambio di ore di volontariato

La crisi economica porta anche in Italia i "supermercati della gente": a Modena uno di questi punti, che aprirà tra un mese, lancia una formula innovativa: offre la spesa in cambio di ore di volontariato

I "people supermarket" , supermercati per persone e famiglie in difficoltà, sono molto diffusi negli Stati Uniti e sono solitamente gestiti da associazioni di volontariato. Le persone possono scegliere e "acquistare" con tanto di carrello della spesa, andando così oltre il concetto classico del banco alimentare.

La crisi economica porta anche in Italia i "supermercati della gente": a Modena uno di questi punti, che aprirà tra un mese, lancia una formula innovativa: offre la spesa in cambio di ore di volontariato. Emporio Portobello, questo il nome, sarà gestito dal Centro servizi volontariato della città: "Un’organizzazione formata da 21 associazioni – spiega il coordinatore del progetto Luigi Zironi – che presto ne creerà una indipendente per la gestione dell’Emporio".

Ruolo importante nell’organizzazione è giocato dai Servizi sociali del Comune di Modena che assegneranno alle famiglie la possibilità di accesso all’Emporio sulla base di dati verificabili quali il reddito Ise, le caratteristiche della disoccupazione, il numero di persone in famiglia. Ma come si paga? Con dei punti caricati sul codice fiscale e, possibilmente, in ore di volontariato.

 «È questa la reale svolta del nostro progetto che lo rende unico in Italia. – prosegue Zironi – Le persone che usufruiranno del servizio saranno perlopiù disoccupati. Noi li inviteremo caldamente a utilizzare parte del loro tempo per attività nelle associazioni locali. Per indirizzarli a quella che più si addice a ogni individuo gli addetti del Csv sottoporranno gli utenti a un colloquio conoscitivo di orientamento».

SUGLI SCAFFALI - A riempire gli scaffali di beni di consumo, invece, aziende, offerte di privati e ricavi delle raccolte alimentari: «Per ora abbiamo più di cinque tonnellate di cibo e i materiali messi a disposizione dalle imprese per la costruzione dell’Emporio. Abbiamo accordi con Coop e Conad e sostegno da alcune aziende ma stiamo cercando supporto per comprare altri prodotti, altrimenti dopo un mese saremo già chiusi».

Fonte: Corriere.it →
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