Spese militari, altro che tagli: nel 2017 ci costeranno 64 milioni al giorno

L'Osservatorio sulle spese militari italiane Mil€x con uno studio di Enrico Piovesasca e Francesco Vignarca porta all'attenzione generale dati davvero sorprendenti. Per il 2017 l'esborso complessivo viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, in lieve aumento rispetto al 2016

Spendiamo 64 milioni al giorno per caccia, portaerei e missili. E' il costo delle spese militari secondo l'Osservatorio sulle spese militari italiane Mil€x, che in uno studio redatto da Enrico Piovesasca e Francesco Vignarca porta all'attenzione generale dati davvero sorprendenti. 

Quanto paghiamo per le spese militari, al netto di annunci, dichiarazioni d'intenti e polemiche spesso poco argomentate? Fare calcoli precisi non è facile, anche se negli ultimi anni i bilanci sono sempre più trasparenti.

A incidere concretamente sulla corsa agli armamenti è il ministero dello Sviluppo Economico, grazie a cui le industrie belliche hanno ricevuto commesse negli ultimi decenni per quasi 50 miliardi di euro. 

Come spiega Repubblica, i tagli ventilati non ci sono. Per il prossimo anno l'esborso complessivo per le spese militari viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, ossia 64 milioni di euro al giorno: un aumento dello 0,7 per cento rispetto alla dotazione del 2016.

Certo, questi investimenti si traducono in 50 mila posti di lavoro e tanta ricerca tecnologica, con prodotti che in alcuni casi hanno ottenuto successi di export notevoli. Ma non sempre ai cittadini viene spiegato con chiarezza cosa compriamo e a che prezzo.

Altro problema è che ci sono troppi graduati e poca truppa, i comandanti se ne lamentano da anni. E' proprio così. L'anno prossimo il 41 per cento delle risorse globali servirà per gli stipendi di un'armata che non si riesce a snellire. Manca chiarezza, questo è certo. Un esempio?

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Una parte degli F-35 prima o poi salterà a bordo della Trieste, la nuova supernave da 1.100 milioni della Marina che si ritiene destinata a un futuro di portaerei, anche se ufficialmente è stata impostata come unità di sostegno agli sbarchi con una vocazione per i soccorsi umanitari.

Fonte: La Repubblica →

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