Occhio a spigola e orata: il video shock dell'allevamento intensivo in Grecia

Da dove arrivano i pesci che mangiamo? In soli 18 chilometri l'associazione Essere Animali ha documentato 26 allevamenti intensivi dove branzini e orate sono confinati in gabbie spoglie con alte densità: "Questo causa la diffusione di malattie e parassiti"

L'associazione "Essere Animali" ha realizzato una indagine sotto copertura in alcuni allevamenti ittici in Grecia, paese da cui proviene più della metà delle orate e dei branzini venduti in Italia. Le immagini - diffuse anche dalla trasmissione televisiva Report - documentano pesci che vivono in gabbie sovraffollate e vengono gettati ancora coscienti in contenitori di acqua e ghiaccio dove si contorcono agonizzanti e muoiono dopo interminabili minuti di agonia.

In un tratto di costa di soli 18 chilometri l'associazione animalista ha documentato 26 allevamenti intensivi. Branzini e orate sono confinati in gabbie spoglie con alte densità: "Abbiamo documentato pesci del peso di 2 kg costretti a trascorrere addirittura sei anni in questi ambienti monotoni e senza stimoli, dove possono solo nuotare in cerchio".

"Questo causa la diffusione di malattie e parassiti da una gabbia all’altra - spiegano - e per contrastare l'insorgenza di malattie farmaci antibiotici e antiparassitari sono somministrati ai pesci con frequenza".

Le problematiche degli allevamenti intensivi di pesci

Il video tratto da un'indagine dell'associazione Essere Animali

Essere Animali ha continuato il suo impegno promuovendo una campagna denominata "#AncheiPesci" rivolta alla grande distribuzione organizzata, affinché i supermercati italiani adottino policy più severe per tutelare i diritti e ridurre la sofferenza di questi animali.

I pesci negli allevamenti intensivi vivono in condizioni critiche. La loro è una sofferenza silenziosa, sulla quale è arrivato il momento di intervenire. Chiedi anche tu alle catene di supermercati di adottare policy severe per tutelare i loro diritti.

Anche i pesci hanno l’anatomia necessaria per provare dolore, sono consci delle risposte dolorose agli stimoli e capaci di provare prolungata sofferenza. Non solo. I pesci hanno coscienza di sé, prerogativa finora attribuita a pochissime specie più evolute ed è stato altre sì documentato che provano sia emozioni positive che negative, soffrono lo stress, si aiutano nelle difficoltà e provano persino piacere nel gioco.

"Anche i pesci", la petizione su change.org

Con questa petizione si chiede alla Grande Distribuzione Organizzata di impegnarsi concretamente per risolvere queste problematiche, confermate anche dall'Unione Europea. 

"Anche se silenziosa, la sofferenza di milioni di pesci non può rimanere inascoltata ed è urgente attivarsi subito, vincolando gli allevamenti fornitori all’adozione di policy che pongano fine all’agonia dei pesci."

Fonte: Corriere della Sera →

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