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Venerdì, 28 Gennaio 2022

"Sprechi, privilegi e nepotismo alla Siae"

L'articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera denuncia "il sistema Siae"

Per far sentire i propri dipendenti come in famiglia la Siae non ha rivali: pensa anche al bucato. Chi va in missione può far lavare e stirare camicie e mutande a spese dell'azienda. Dieci euro e 91 centesimi vale la speciale «indennità lavanderia» quotidiana che scatta in busta paga dopo il quarto giorno passato fuori sede.

Inizia così l'articolo di Sergio Rizzo, pubblicato oggi sul Corriere della Sera, dedicato a "sprechi e nepotismo" della Siae.
Partendo dallo "scandalo lavanderia", Rizzo svela i "legami di sangue" che reggono la Società Italiana degli Autori ed Editori.

Quanti lo ritengono un privilegio anacronistico non sanno che la Società degli autori ed editori è anche tecnicamente un gruppo familiare. Al 42 per cento. Nel senso che ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato (il 42 per cento del totale, appunto) vantano legami di famiglia o di conoscenza. Ci sono figli, nipoti, mariti e mogli di dipendenti ed ex dipendenti. Ma anche congiunti di mandatari (cioè gli esattori dei diritti) di sindacalisti e perfino di soci. E poi rampolli di compositori e parolieri, perfino delle guardie incaricate della vigilanza nella sede centrale.

L'articolo di Rizzo parla poi degli elevatissimi stipendi di dipendenti e dirigenti, e dei generosi benefit di cui gode chi lavora in Siae.

64 mila euro in media (di stipendio) per i dipendenti e 158 mila per i dirigenti. Con un sistema di automatismi che fa lievitare le buste paga a ritmi biennali fra il 7,5 e l'8,5 per cento. Per non parlare della giungla dei benefit che prevede, oltre alla già citata indennità per il bucato, quella che in Siae viene chiamata in modo stravagante «indennità di penna». Altro non è che una somma mensile, da un minimo di 53 a un massimo di 159 euro, riconosciuta a tutto il personale per il passaggio dalla «penna» al computer. C'è poi il «premio di operosità», la gratifica per l'Epifania, tre giorni di franchigia per malattia senza obbligo di certificato medico, 36 giorni di ferie
 

Fonte: Corriere della Sera →
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